Ospedale Polistena, inaugurate le nuove sale operatorie
Ospedale Polistena, inaugurate le nuove sale operatorie e attivato il servizio di day hospital oncologico. Di Furia: «Dire che la struttura chiuderà è offensivo».
POLISTENA (REGGIO CALABRIA)- Le attese sono il tempo più pesante della malattia. Sono le lunghe liste, i rinvii, i viaggi forzati lontano da casa per un intervento. Attese che segnano e che, ora, all’ospedale spoke di Polistena, provano a diventare un po’ più brevi. Con l’inaugurazione del blocco operatorio rinnovato e con l’attivazione del day hospital oncologico, la cura torna ad avvicinarsi. Un’inaugurazione, ma soprattutto un segno concreto alla presenza del direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, dottoressa Lucia Di Furia, e del prefetto, dottoressa Clara Vaccaro. Un intervento di riqualificazione da circa 300 mila euro, su progetto dell’architetto Pasquale Ferraro.
TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA NELLE SALE OPERATORIE DELL’OSPEDALE DI POLISTENA
Spazi completamente ristrutturati e dotati di tecnologie aggiornate, pensati per migliorare la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure. Il blocco operatorio, benedetto ieri da don Pino Demasi, conta oggi sei sale complessive tra chirurgia, ginecologia e due sale parto dedicate, con un’area travaglio definita dagli operatori «emozionale», pensata per accompagnare le donne in un momento delicato. «I locali sono stati completamente rinnovati e oggi disponiamo delle migliori tecnologie possibili», ha spiegato Di Furia rivendicando il lavoro portato avanti negli ultimi anni: «Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti e voglio ringraziare tutti i professionisti che hanno reso possibile questo percorso».
INVESTIMENTI E RIDUZIONE DELLE LISTE D’ATTESA
Un investimento significativo: «Dal 2022 sono stati investiti circa un milione e mezzo di euro solo in tecnologie, senza contare gli interventi infrastrutturali. Questo dimostra chiaramente che si tratta di un ospedale su cui si è puntato». Nel blocco operatorio le luci restano accese per molte ore. «Operiamo mediamente dodici ore al giorno», ha spiegato il dottor Anastasio Palmanova, primario del reparto di Chirurgia. «Ci sono circa 300 persone in lista d’attesa solo in chirurgia generale. Questo dà la misura del bisogno. Ma oggi, grazie al lavoro di squadra e alla presenza dei gettonisti che hanno sopperito alla carenza di anestesisti, possiamo finalmente lavorare con maggiore continuità».
IL NUOVO DAY HOSPITAL ONCOLOGICO E LA FIDUCIA NEL TERRITORIO
Accanto al blocco chirurgico prende forma anche il day hospital oncologico, con cinque postazioni dedicate. Qui i pazienti potranno ricevere visite, consulenze e terapie chemioterapiche senza doversi spostare lontano da casa. Un servizio affidato alla responsabilità del dottor Francesco Serranò, con l’obiettivo di costruire una rete di cura più vicina e accessibile. C’è qualcosa di più profondo in queste stanze rinnovate: la possibilità di ricostruire fiducia, come ha sottolineato il prefetto Vaccaro: «Può sembrare un passo piccolo, ma non lo è: dietro ci sono investimenti significativi e un lavoro profondo sulla riqualificazione dei locali. Un intervento che tutela pazienti e lavoratori. Non dobbiamo dimenticare che molti professionisti hanno operato a lungo in condizioni difficili: per questo meritano il massimo rispetto. Anche nel racconto critico della sanità è fondamentale mantenere sempre attenzione e rispetto. Credo sia importante riconoscere lo sforzo dell’intera squadra dell’ospedale, insieme all’azienda sanitaria, per costruire qualcosa di nuovo e orientato a una visione diversa. Un percorso che si realizza passo dopo passo».
IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELLE SALE OPERATORIE LA DIRETRICE RIBADISCE «L’OSPPEDALE DI POLISTENA NON SARÀ DISMESSO»
La direttrice Di Furia ha poi richiamato la necessità di un confronto equilibrato: «Continuare a descrivere questa realtà come fallimentare non aiuta. È fondamentale raccontare anche i passi avanti fatti». E sul futuro della struttura: «La legge è chiara: l’ospedale non verrà dismesso. La sua collocazione sarà valutata quando sarà completato il nuovo presidio». E ancora: «Dire che in questo ospedale si va a morire è gravissimo e offensivo per chi lavora ogni giorno. Io sono sempre disponibile a qualsiasi tipo di confronto». Un percorso che non cancella le criticità: reparti in sofferenza, carenze di personale, liste d’attesa ancora lunghe. Problemi che non spariscono con un’inaugurazione, ma che trovano oggi un tentativo di risposta concreta.
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