Marche

se non fossero le prime sacche buttate al macero?


1) E se quelle 300 buttate tra febbraio e marzo non fossero le prime sacche di plasma sprecate al Dirmt?

Il sospetto viene leggendo i verbali dell’Avis regionale, che già a gennaio 2024 denunciava la carenza di personale all’Officina del sangue con il rischio che la situazione potesse precipitare da un momento all’altro. Tanto che viene chiesto un rallentamento nella raccolta

 

2) Quando arriva il primo allarme del direttore dell’ex direttore del Dirmt Mauro Montanari?

Il 18 febbraio di quest’anno, quando comunica alla direzione sanitaria di Torrette ritardi nella lavorazione del sangue a causa della carenza di personale.

 

3) Perché il 27 febbraio nonostante l’allarme lanciato 11 giorni prima dall’ex capo dal Dirmt Mauro Montanari, il direttore del Dipartimento salute Antonio Draisci invita comunque a non rallentare la raccolta di sangue anche per non far scoppiare un caso mediatico?

Per lo stesso Draisci era necessario procedere come sempre nella raccolta perché il contrario sarebbe stato controproducente verso i tanti donatori che fanno delle Marche un’eccellenza nazionale.

 

4) E perché nonostante lamenti una situazione al limite Montanari decide di disertare la prima riunione convocata da Draisci per il 4 marzo, comunicando di essere in ferie?

Questo è un aspetto che dovrà chiarire con gli organi competenti il diretto interessato.

 

5) Dopo il summit dell’11 marzo tra Draisci, Montanari e l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro si decide di inviare rinforzi al Dirmt, ma il 19 marzo lo stesso Montanari lancia un nuovo allarme e chiede di rallentare la raccolta del sangue. Perché?

Per l’opposizione in Regione non è detto che quei rinforzi siano andati tutti all’Officina del sangue, ma è probabile che siano andati a coprire altre mancanze all’interno di tutto il Dirmt.

 

6) Perché il 20 marzo insorgono i direttori delle Medicine trasfusionali delle Ast di Pesaro, Ancona, Fermo e Ascoli?

Perché a loro modo di vedere «non è noto il motivo per cui l’assegnazione di 4 tecnici da parte dell’Ast, proprio per fronteggiare tale difficoltà, non abbia sortito alcun risultato».

 

7) Cosa hanno sequestrato i carabinieri del Nas durante le due incursioni a Torrette?

Atti e cartelle, soprattutto in digitale per verificare l’esistenza di eventuali omissioni o negligenze amministrative e ricostruire la filiera che passa dal centro trasfusionale. In particolare le procedure di conservazione e smaltimento del plasma.

  

8) Quanti esposti sono stati presentati al momento sulla vicenda?

Tre, uno del consigliere regionale di Avs Andrea Nobili e due dal dg di Torrette Armando Gozzini. Il primo mette sotto la lente la diffusione «di immagini e di e-mail relative a processazioni e comunicazioni di lavoro soggette alla sfera della privacy». Il secondo «finalizzato non solo ad accertare responsabilità individuali, ma anche a verificare l’eventuale esistenza di una regia, anche indiretta, volta a screditare l’Azienda».

 

9) È stata aperta un’indagine?

Sì, la procura ha aperto un’indagine al momento senza indagati. E sono già stati sentiti i primi testimoni, tra cui alcuni tecnici del Dirmt e lo stesso Montanari. Tra i profili di reato che potrebbero essere presi in considerazione, c’è l’omissione di atti di ufficio.

 

10) Da chi è composta la commissione interna messa in campo dalla Regione ?

Da Massimo Mazzieri, direttore sociosanitario dell’Ast di Ancona; Edoardo Berselli, direttore medico dell’Ast di Pesaro; Antonio Canzian, direttore di medicina trasfusionale dell’Ast di Ascoli e direttore pro tempore del Dirmt; Marianna Catalini, direttrice delle risorse umane dell’Ast di Ascoli. Commissari che avranno 30 giorni di tempo per stabilire cosa sia davvero accaduto in quei primi giorni di marzo quando la criticità che si è tradotta nello spreco delle 300 sacche.




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