“Solo briciole di multe contro montagne di profitti”: l’affondo di Adiconsum e Consumerismo sui carburanti
Oristano
Le due associazioni chiedono una riforma degli strumenti sanzionatori e l’attivazione di una task force che verifichi i margini di guadagno lungo tutta la catena di distribuzione
Consumerismo No Profit e Adiconsum Sardegna denunciano congiuntamente l’inefficacia del piano di contrasto alle anomalie sui prezzi dei carburanti nell’isola e su tutto il territorio nazionale. “Nonostante lo stanziamento governativo di circa 500 milioni di euro destinato alle agevolazioni e al contenimento dei costi”, si legge in una nota delle due associazioni, “l’attività di controllo ‘a raffica’ annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha prodotto risultati sanzionatori irrisori: appena 40.000 euro di multe complessive”.
Il divario tra le risorse pubbliche impiegate e le sanzioni irrogate solleva pesanti interrogativi sulla reale capacità delle istituzioni di incidere sulle dinamiche di mercato. “In Sardegna, dove i costi della logistica e i rincari dei pezzi di ricambio aggravano ulteriormente la spesa per le famiglie”, vanno avanti Consumerismo No Profit e Adiconsum, “il fallimento di questa strategia di monitoraggio appare ancora più evidente, riducendo l’intervento a un mero adempimento burocratico che non tutela il potere d’acquisto dei cittadini”.
“L’attuale sistema ispettivo, affidato alla Guardia di finanza e ai funzionari ministeriali, si infrange contro un limite strutturale invalicabile: le verifiche si limitano alla ‘trasparenza’, ovvero alla corretta esposizione dei cartelli del prezzo medio e alla comunicazione dei dati al portale del Mimit. Resta totalmente esclusa”, denunciano le due associazioni, “l’area della speculazione vera e propria, che avviene a monte della filiera e riguarda la formazione del prezzo e i margini di profitto non giustificati dalle quotazioni internazionali del greggio”.
Questa impostazione normativa, secondo Consumerismo No Profit e Adiconsum Sardegna, “punisce l’errore formale del gestore — spesso l’ultimo anello della catena e il più esposto — ma non ha gli strumenti per colpire le manovre finanziarie dei grandi intermediari. Il risultato è un’azione che non funge da deterrente e lascia spazio a rincari ingiustificati, rendendo vano il sacrificio economico dello Stato e il beneficio atteso dai consumatori sardi”.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele, che ha evidenziato la natura parziale degli interventi: “Siamo di fronte a un’operazione di facciata: si annunciano inasprimenti straordinari, ma si continua a guardare solo la forma e mai la sostanza della speculazione. È necessario che il Governo sposti l’attenzione dalla semplice trasparenza dei cartelli a una vera indagine sui flussi finanziari della filiera petrolifera, per evitare che i 500 milioni di euro di agevolazioni alimentino i profitti degli intermediari anziché abbassare i costi alla pompa”.
Dello stesso avviso il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu, che ha posto l’accento sulle peculiarità regionali: “In Sardegna i cittadini pagano un prezzo doppio per l’inefficienza di questi controlli. Non basta sanzionare chi dimentica di aggiornare un cartello; serve colpire chi specula sulla condizione di insularità e sui costi energetici. Chiediamo una riforma radicale degli strumenti sanzionatori e l’attivazione di una task force che verifichi i margini di guadagno lungo tutta la catena di distribuzione, altrimenti continueremo a vedere briciole di multe a fronte di montagne di profitti ingiusti”.
Martedì, 31 marzo 2026
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