Marche

«È un rischio per il Dirmt»

ANCONA Avete presente un déjà vu, quella sensazione di aver già vissuto una situazione nuova? Ecco, nella triste vicenda del plasmagate marchigiano, le 300 sacche di plasma gettate nella spazzatura all’Officina del sangue perché non lavorate in tempo, quella sensazione diventa qualcosa di più reale e tangibile. Sì perché l’allarme lanciato poco più di un mese fa dall’ormai ex direttore del Dirmt Mauro Montanari sulla carenza di personale, sui possibili rischi nella lavorazione del sangue stesso e sulla necessità di rallentare con le donazioni mentre dal Dipartimento salute arrivavano input diametralmente opposti sembra ricalcare esattamente quanto aveva già messo nero su bianco il Consiglio regionale dell’Avis due anni fa.

Il déjà vu

Il presidente Daniele Ragnetti a gennaio 2024 parla del «grave criticità emersa presso l’officina della lavorazione del sangue per la mancanza attuale di 3 tecnici.

Il carico di lavoro – aggiungeva – è diventato insostenibile con il rischio che la situazione precipiti improvvisamente, pur in presenza di proposte da parte di Ast Ancona di intervenire con propri tecnici in orario aggiuntivo». Non solo «allo stato attuale l’unico rimedio per superare l’attuale criticità – si legge sempre nello stesso verbale – è quello di ridurre con modalità diversificate che prevedono comunque una diminuzione della raccolta di sangue soprattutto nei fine settimana». E ancora «il presidente comunica di aver avuto un incontro con il presidente della Regione Acquaroli e che a breve ci sarà un nuovo incontro con lo stesso presidente, l’assessore alla sanità ed i massimi dirigenti amministrativi e sanitari per discutere delle problematiche dell’attività trasfusionale già evidenziate».

Quindi, uno: almeno da gennaio 2024 le criticità dell’Officina del sangue erano note a tutti, tanto che è la stessa Avis a dare mandato di rallentare con le donazioni. E due: quelle parole aprono scenari preoccupanti, siamo sicuri che le sacche di marzo siano state le uniche a essere buttate, visto che già due anni si paventava il rischio che la situazione precipitasse? A più riprese poi nel corso dello stesso anno l’Avis segnala, sempre nei propri consigli regionali che il progetto per modificare il Dirmt e rendere l’Officina autonoma così da procedere con l’assunzione di personale a tempo indeterminato è stato rimbalzato più volte. Si arriva a dicembre 2024 e si avvicina la nomina di Mauro Montanari e qui un altro cortocircuito dei tanti che costellano questa triste storia. Ragnetti sempre in assemblea regionale dell’Avis fa presente che «questa nomina può rappresentare una criticità per Avis Marche e per il futuro del Dirmt».

Tanto da ammettere di aver avuto «un aspro confronto con Saltamartini» sul tema e di aver avuto un altro summit con Acquaroli per spiegargli come «certe decisioni potrebbero rappresentare un danno economico per la Regione». Insomma l’Avis non voleva Montanari al Dirmt e forse questo è il prequel, o meglio un altro spezzone del prequel di ciò che è successo in questo ultimo mese. Perché siano state buttate come immondizia quelle 300 sacche resta ancora un mistero. Per l’ex direttore del Dirmt la causa sarebbe la mancanza di personale.

Esposto bis di Gozzini

Per il dg Torrette Armando Gozzini invece – che ieri ha annunciato un altro esposto in procura «finalizzato non solo ad accertare responsabilità individuali, ma anche a verificare l’eventuale esistenza di una regia, anche indiretta, volta a screditare l’Azienda e il suo valore» – la responsabilità sarebbe da ricondurre a una cattiva gestione del personale di rinforzo inviato al Dirmt. Tesi rinforzata indirettamente anche dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che sempre ieri ha detto: «A me la cosa che onestamente un po’ sconcerta è che tra tutte queste mail di allarme non c’è mai stata una comunicazione in cui si diceva che era stata buttata una sacca». Ma al di là di eventuali responsabilità sembra proprio che questa triste vicenda piombata sui donatori come una mazzata non sia iniziata a febbraio.




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