Torri di Quartesolo, donna muore dopo una caduta: il caso verso l’archiviazione

Si avvicina a una possibile conclusione il caso di Diana Canevarolo, la donna di 49 anni trovata agonizzante all’alba del 4 dicembre nel cortile del suo palazzo a Torri di Quartesolo e deceduta due giorni dopo in ospedale a causa di un trauma cranico profondo.
Secondo quanto riportato da Il Corriere del Veneto, dall’autopsia eseguita dalla dottoressa Giovanna Del Balzo emerge che la donna sarebbe caduta dalla panchina su cui si era appoggiata, battendo violentemente la testa sul cemento. L’esame medico-legale ha rilevato la presenza di alcol nel sangue pari a 3 grammi litro al momento della caduta.
«Appare plausibile ipotizzare – si legge nella relazione – che la signora Canevarolo, dopo aver salutato il figlio alle 23.30, sia uscita nel cortile antistante l’abitazione e, trovandosi in condizioni di marcata intossicazione alcolica, abbia perso l’equilibrio o lo stato di coscienza, gravando violentemente al suolo sul lato sinistro». La caduta avrebbe così determinato l’impatto del capo contro l’alzata cementata posta vicino alla panchina.
Dalle carte dell’inchiesta emerge che non si tratterebbe del primo episodio legato all’assunzione di alcol da parte della quarantanovenne, originaria di Vo’ (Padova) e dipendente di una ditta di pulizie del Vicentino: il fascicolo di indagine cita anche due precedenti tra il 2019 e il 2024. Non sono stati rilevati sul corpo segni di difesa che possano far pensare a un’aggressione esterna.
La dottoressa Del Balzo precisa tuttavia che «non è possibile escludere in senso assoluto l’intervento di terzi nel determinismo del fatto, ad esempio sotto forma di spinta», ma queste ipotesi non trovano riscontro negli accertamenti medico-legali.
Sulla base di queste evidenze, la pm Camilla Menegoni, che ha coordinato le indagini della squadra mobile, potrebbe archiviare il caso come incidente domestico, allontanando l’ipotesi iniziale di omicidio volontario.
Il corpo della donna era stato rinvenuto dal compagno, Vincenzo Arena, e dal figlio diciottenne Nicolò, che hanno tentato le prime manovre di soccorso prima dell’arrivo del 118. «Spero che ora possa essere messo un punto alla vicenda che tanto ha infangato l’onore di Vincenzo» ha dichiarato l’avvocato difensore della famiglia Arena, Cesare Dal Maso.
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