Lazio

15 vandali distruggono la scuola dell’Eur in 8 minuti

Otto minuti. Tanto è bastato per devastare una scuola e lasciare un segnale inquietante. All’1:36 scatta l’allarme, alle 1:44 il commando è già sparito.

Quindici persone, incappucciate e coordinate, riprese dalle telecamere mentre si muovono con precisione quasi militare all’interno dell’istituto Ruiz. Il risultato è un edificio danneggiato e un nuovo colpo alla sicurezza scolastica nella Capitale.

Non è il primo episodio, ma questa volta il raid assume un peso diverso. L’attacco arriva infatti a poche settimane dall’annuncio di un piano di investimenti da oltre un milione di euro destinato proprio a rafforzare la sicurezza e ammodernare la struttura. Un tempismo che gli inquirenti non considerano casuale.

Il bilancio dei danni è pesante: 27 vetri mandati in frantumi, estintori svuotati e polvere chimica dispersa su più piani dell’edificio.

Le aule si sono trasformate in ambienti impraticabili, con una prima stima che supera i 20mila euro, destinata con ogni probabilità a salire.

Sul posto, nelle ore successive, è intervenuto il delegato all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana, Daniele Parrucci, che ha parlato apertamente di un gesto intimidatorio.

«Non ci faremo fermareha sottolineatoma serve un supporto concreto da parte delle istituzioni nazionali e regionali. La sicurezza degli studenti non può diventare un capitolo secondario».

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante. Solo poche settimane fa anche il Liceo Righi era stato colpito da un’azione simile, con danni tali da rendere temporaneamente inutilizzabile la sede.

Ora nel quadrante dell’Eur cresce l’allarme tra famiglie e docenti, mentre le forze dell’ordine stanno passando al setaccio le immagini della videosorveglianza per identificare i responsabili.

Quello che emerge è un fenomeno che va oltre il vandalismo: un attacco ripetuto e organizzato che rischia di colpire direttamente il diritto allo studio, trasformando le scuole in bersagli sempre più vulnerabili.

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