Piemonte

siamo in crisi energetica, occorre puntare all’indipendenza

Il nuovo scenario energetico internazionale, segnato dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, impone scelte difficili e interventi immediati. A riconoscerlo è il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che al termine della riunione informale dei ministri UE lancia un avvertimento chiaro: l’indipendenza energetica è ormai una priorità strategica.

“Dobbiamo ottenere l’indipendenza energetica”, sottolinea, evidenziando come la crisi stia già producendo effetti pesanti sui mercati. I numeri parlano da soli: il prezzo del gas è aumentato del 70% rispetto ai livelli pre-conflitto, mentre il petrolio segna un +60%. In appena un mese, le importazioni europee di fonti fossili sono cresciute di 14 miliardi di euro, con ripercussioni dirette su carburanti, trasporti e bollette elettriche.

Uno scenario che, secondo Jørgensen, non è destinato a risolversi rapidamente. “Non dobbiamo illuderci che le conseguenze finiranno presto”, avverte, ricordando che anche un’eventuale pace immediata non basterebbe a ripristinare le infrastrutture energetiche danneggiate.

Di fronte a una crisi definita “molto seria”, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen corre ai ripari. Bruxelles ha già inviato agli Stati membri una serie di linee guida per contenere l’impatto: riduzione della domanda di diesel, promozione del trasporto pubblico e del car sharing, oltre a misure di sostegno per le famiglie più vulnerabili, attese a breve. Esclusa, almeno per ora, una nuova tassa sugli extra-profitti delle aziende energetiche.

Sul fronte politico, la presidenza di turno del Consiglio UE, rappresentata dal ministro cipriota Michael Damianos, invita a non deviare dalla rotta: decarbonizzazione e diversificazione restano le priorità. “La sicurezza degli approvvigionamenti è garantita”, assicura, ricordando come l’Unione abbia già ridotto la dipendenza dalle forniture del Golfo grazie alla diversificazione e all’import di gas naturale liquefatto.

Più cauta la posizione italiana. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin chiede una riflessione sulle politiche in corso, proponendo di rivedere temporaneamente il sistema ETS e di alleggerire i costi legati alla transizione ecologica. “Serve un approccio tecnologicamente neutro”, sostiene, rilanciando anche l’uso dei biocarburanti per il trasporto stradale.

In un contesto di forte instabilità, l’Europa si trova dunque stretta tra l’urgenza di gestire l’emergenza e la necessità di non compromettere gli obiettivi di lungo periodo. La sfida, ora, è conciliare sicurezza energetica, sostenibilità e tenuta economica in una crisi che si annuncia tutt’altro che breve.

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