Usura al 120% e minacce a un imprenditore: arrestato un 70enne nel Catanzarese
Un sistema di prestiti a tassi usurari, accompagnato da pressioni e minacce per ottenere il ritiro di una denuncia. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Girifalco al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme.
Ai domiciliari un 70enne del posto
Il 25 marzo scorso, i militari – con il supporto della Stazione di Maida e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia – hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto, ritenuto responsabile di usura. Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate dal Nucleo Operativo, l’uomo avrebbe concesso nel 2019 un prestito a un piccolo imprenditore agricolo, pretendendone poi la restituzione con interessi pari al 120%. Una spirale debitoria che, nel tempo, si sarebbe trasformata in un vero incubo per la vittima.
Determinante la denuncia presentata dall’imprenditore
Determinante la denuncia presentata dall’imprenditore nel giugno 2025 ai carabinieri di Maida. Dopo quell’atto, sarebbero scattate le intimidazioni: due persone, anch’esse del luogo e attualmente indagate a piede libero, avrebbero più volte avvicinato la vittima con l’obiettivo di convincerla a ritirare la querela, configurando così un’ipotesi di tentata estorsione. Parallelamente all’esecuzione della misura cautelare, i carabinieri hanno dato corso anche a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della Procura, finalizzato a colpire il profitto illecito derivante dall’attività usuraria.
130mila euro in contanti nascosti in un bidone all’interno di un pollaio
Durante le perquisizioni, i militari hanno rinvenuto circa 130 mila euro in contanti, nascosti in modo rudimentale all’interno di un bidone collocato in un pollaio. Una parte della somma, pari a circa 98 mila euro, è stata sequestrata ai fini della confisca: il denaro, secondo gli investigatori, non sarebbe giustificabile con redditi leciti dichiarati.
Dalle intercettazioni, inoltre, sarebbe emersa l’intenzione dell’indagato di occultare ulteriormente il denaro, arrivando persino a murarlo per sottrarlo a eventuali controlli. L’uomo, al termine delle operazioni, è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione. L’attività investigativa si inserisce in un più ampio impegno della Procura di Lamezia Terme nel contrasto ai reati economici e nell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.
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