Toscana

“Misura che evidenzia la differenza tra centrosinistra e centrodestra”


La Toscana avvia la macchina del reddito regionale di reinserimento lavorativo. Da giovedì 2 aprile sarà possibile presentare domanda per accedere alla nuova misura pensata per garantire un sostegno (500 euro mensili per massimo 9 mesi) a chi ha perso il lavoro e ha esaurito Naspi e DiColl o non percepisce altri benefici nazionali o regionali.

La domanda dovrà essere presentata sul portale Toscana Lavoro (https://lavoro.regione.toscana.it/ToscanaLavoro/), accedendo attraverso identità digitale certificata (Spid, Cie o Cns). L’erogazione del reddito di reinserimento sarà strettamente collegato allo svolgimento di percorsi di politica attiva concordati con il Centro per l’impiego competente presso i quali le persone che ne beneficeranno stipuleranno un Patto di servizio personalizzato.

“Il reddito – dichiara il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – era un impegno che avevamo preso e che ora rispettiamo, confermando, la Toscana come punto di riferimento nel welfare italiano”. Non assistenzialismo, ma politica attiva per il reinserimento lavorativo di chi si trova in condizioni di vulnerabilità. Procederemo periodicamente a un’attenta osservazione dell’andamento – aggiunge Giani – per valutare aggiustamenti e miglioramenti”.

Sulla questione è intervenuto il capogruppo consiliare di Arezzo2020 – Avs Francesco Romizi: “Non siamo di fronte a un’elargizione perché – spiega – i 500 euro dipenderanno, oltre che dall’Isee e da requisiti minimi di residenza e domicilio, dall’attivazione di percorsi concordati con il Centro per l’impiego, i cosiddetti patti di servizio personalizzati. La platea di fruitori è potenzialmente composta da 11.000 cittadini toscani, aretini compresi, che potranno trovare la procedura sul portale Toscana Lavoro.

Il centrosinistra – aggiunge Romizi – si attrezza per fare fronte alle emergenze sociali laddove il centrodestra si rifiuta anche solo di prendere in considerazione il salario minimo. Misura, quest’ultima, che il centrodestra aretino, in Consiglio comunale, ha pensato bene di bocciare votando contro al mio atto di indirizzo sul salario minimo come criterio premiale per le aziende partecipanti agli appalti pubblici”.

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