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Tensione Francia-Usa: Parigi nega lo spazio aereo ai velivoli diretti in Israele con rifornimenti militari

Ancora e sempre tensione tra Stati Uniti e Francia sul conflitto con l’Iran, dopo le accuse del presidente americano Donald Trump secondo cui Parigi avrebbe impedito il sorvolo del proprio spazio aereo a velivoli diretti in Israele con rifornimenti militari. «La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata molto inutile con noi nei confronti del ‘Macellaio dell’Iran’, che è stato eliminato con successo! Gli Stati Uniti non dimenticheranno!», ha scritto – o forse converrebbe dire minacciato – Trump su Truth.

Secondo quanto riferito a Reuters da un diplomatico occidentale e da due fonti informate, la Francia avrebbe effettivamente negato a Israele l’utilizzo del proprio spazio aereo per il trasporto di armi statunitensi destinate al conflitto contro l’Iran, in una decisione presa nel fine settimana e senza precedenti dall’inizio della guerra. Parigi ha però respinto le accuse del presidente americano: una fonte militare citata da BfmTv ha precisato che non è stata introdotta alcuna restrizione al sorvolo per gli aerei militari statunitensi, aggiungendo che restano invariate le condizioni per gli atterraggi, consentiti unicamente ai velivoli di trasporto logistico sulle basi di Istres e Avord.

Trump alza i toni con gli alleati

Nel frattempo Trump ha alzato ulteriormente i toni nei confronti degli alleati che non hanno aderito all’offensiva contro Teheran, invitandoli ad agire con «coraggio» e a prendere il controllo dello stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran e cruciale per il traffico energetico globale. «La parte più difficile è finita, andate a prendervi il vostro petrolio», ha scritto, sostenendo che gli Stati Uniti dispongono di sufficienti risorse energetiche e non hanno urgenza di riaprire il passaggio marittimo. Il presidente americano ha criticato in particolare i Paesi dipendenti dalle forniture del Golfo, come il Regno Unito, esortandoli prima ad acquistare petrolio dagli Stati Uniti e poi a «trovare un pò di coraggio» per intervenire direttamente nello stretto. «Dovete imparare a combattere per voi stessi. Gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi», ha aggiunto, lasciando intendere una possibile riduzione dell’impegno militare americano nella regione una volta raggiunti gli obiettivi principali contro l’Iran.

Chiusura di Hormuz impatto devastante

La chiusura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran, attraverso attacchi a petroliere e restrizioni al traffico, ha già avuto un impatto significativo sui mercati, con il prezzo del petrolio salito oltre i 100 dollari al barile e il rischio crescente di una crisi energetica globale. Washington, tuttavia, considera prioritaria la distruzione delle capacità navali, missilistiche e nucleari iraniane, relegando la riapertura dello stretto a un obiettivo secondario e lasciando agli alleati il compito di affrontarne le conseguenze.


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