Il Papavero, 7.200 ore di volontariato nel 2025
Un anno di attività intensa, sostenuta da una comunità partecipe e da una rete di volontariato sempre più solida. È questo il quadro emerso durante l’Assemblea Ordinaria 2026 dell’associazione Il Papavero – Der Mohn, impegnata da anni nel campo delle cure palliative e del supporto alle persone fragili. I numeri del 2025 restituiscono con chiarezza la dimensione di questo impegno: sono state 7.263 le ore donate dai volontari, un contributo che, tradotto in valore economico, supera i 145.000 euro. Un dato che racconta non solo la quantità del lavoro svolto, ma soprattutto la qualità della relazione costruita ogni giorno accanto a chi vive situazioni di fragilità. Una generosità straordinaria. A sostenere l’attività dell’associazione c’è anche un bilancio solido, reso possibile grazie alla fiducia di donatori e sostenitori, oltre che al contributo del 5×1000. Un segnale concreto di vicinanza da parte del territorio, che continua a riconoscere il valore del servizio offerto. Particolarmente significativo anche il dato legato alla consapevolezza: nel corso di mezzo anno (il progetto è iniziato a settembre 2025 e questo dato arriva sino a marzo 2026) sono state oltre 150 le persone supportate nella redazione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), segno di una crescente attenzione verso i temi del fine vita e dell’autodeterminazione. Preziosissima, in questo, la collaborazione del dottor Massimo Bernardo.



L’assemblea è stata anche l’occasione per celebrare un traguardo importante. «Il Papavero diventa maggiorenne», ha dichiarato la presidente Mara Zussa. «Non abbiamo solo celebrato l’Assemblea Ordinaria 2026, abbiamo festeggiato 18 anni di cammino insieme. Diciotto anni fatti di sguardi, silenzi carichi di significato e mani tese verso chi vive la fragilità». Un percorso raccontato anche attraverso parole simbolo, scelte per rappresentare ogni anno di attività. «Dalla “Incoscienza” degli inizi alla “Competenza” di oggi, fino alla parola più importante: futuro. Essere “maggiorenni” per noi significa prenderci ancora più cura delle persone, con nuovi servizi e la passione di sempre». Un passaggio che guarda avanti, senza dimenticare chi ha reso possibile questo cammino. «Grazie a ogni volontario, a ogni donatore e a chiunque abbia incrociato il nostro sguardo in questi 18 anni. Continuiamo a fiorire insieme».




