Cinque domande per capire la battaglia per l’accesso al lago di Caldaro
1. Perché il caso è arrivato al Consiglio di Stato?
La vicenda nasce dal ricorso dell’associazione Robin, che contesta la gestione degli accessi al lago di Caldaro, ritenuti troppo limitati rispetto al principio di bene pubblico. Dopo che il Tar di Bolzano ha dichiarato inammissibile il ricorso senza entrare nel merito, la questione è stata portata in appello davanti al Consiglio di Stato, che ora dovrà esprimersi.
2. Cosa contesta l’associazione Robin?
Robin sostiene che il lago di Caldaro sia un bene pubblico e che l’accesso libero e gratuito non sia solo un diritto civile ma anche un obbligo giuridico. Al centro della contestazione c’è anche il tema della concorrenza: secondo l’associazione, le concessioni e gli accessi privati potrebbero essere in contrasto con la direttiva Bolkestein, che mira a garantire apertura e competitività nei servizi.
3. Qual è la posizione del Comune di Caldaro?
Il Comune, guidato dal sindaco Christoph Pillon, difende lo status quo. Secondo l’amministrazione, i diritti dei proprietari di accessi privati sono consolidati da decenni e non limitano la fruibilità complessiva del lago. Inoltre, viene sottolineato che il contesto del lago non è paragonabile a quello delle spiagge marittime, anche per la presenza di aree protette come Natura 2000.
4. Si rischia davvero un caso europeo?
Non è escluso. Lo stesso Walther Andreaus (Robin) ha spiegato che, se necessario, si potrebbe arrivare fino alla Corte di giustizia europea, soprattutto sul tema della concorrenza. Un elemento che potrebbe rafforzare il ricorso è la possibilità che anche un singolo consumatore danneggiato possa avere titolo per agire.
5. Cosa c’è in gioco oltre alla battaglia legale?
Oltre al principio di accesso pubblico, c’è un tema economico e amministrativo rilevante. Il Comune ha deciso di difendersi incaricando uno studio legale esterno, con costi che superano i 14.000 euro. Intanto la mobilitazione cresce: la raccolta firme promossa da Robin a maggio 2025 aveva già superato le 7.000 adesioni, segno che il tema divide e coinvolge una parte significativa della comunità.




