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Cresce l’attesa per Bosnia-Italia, Gattuso: daremo la vita

«In questi giorni passati insieme l’ambiente é sempre stato positivo. Questa sera ci giochiamo tanto, in una partita importante. L’abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di affrontare una squadra che ha tecnica e fisicità. Sicuramente ci vuole una grande prestazione da parte nostra». Rino Gattuso, nell’intervista esclusiva alla Rai, ha inquadrato così la partita con la Bosnia di questa sera.

«Daremo la vita per qualificarci ai mondiali»

«Quando i risultati non arrivano i ragazzi (della Nazionale, ndr) sono i primi che ne soffrono. In silenzio, fanno finta di avere le spalle larghe, ma non é così. Posso assicurare che faranno di tutto. C’é gente che darebbe la vita per raggiungere l’obiettivo» di andare al Mondiale, ha ripetuto il ct. La Bosnia “é una squadra con i suoi pregi e difetti. Però sono scorbutici. I primi 15-20 minuti saranno di fuoco. Partiranno a mille e là dobbiamo riuscire a tenere botta e ribattere colpo su colpo». La Bosnia ha la media più alta di falli commessi per partita rispetto a Italia, Galles e Irlanda: «Hanno questa caratteristica. Prima di tutto dobbiamo essere bravi a non reagire – ha messo in guardia Gattuso -. L’arbitro (il francese Turpin, ndr) é di grandissima esperienza, é uno che si fa rispettare». Da giocatore Gattuso ha vissuto la vigilia di finali Mondiali e di Champions, ma questa «é diversa perché per carattere io ero uno che ragionava sulla squadra, non pensavo a me stesso. Adesso sento la pressione, la responsabilità di chi ho intorno, un Paese sulle spalle».

Cresce l’attesa per la partita

Fuori dallo stadio Bilino Polje, stasera il cuore del tifo bosniaco a Zenica sarà l’arena Husejin Smajlovi. Qui c’è la fan zone e si lavora per l’allestimento di un maxischermo. Il palazzetto, che ospita le partite della nazionale bosniaca di basket e di pallamano, può accogliere fino a 10mila persone. Stasera radunerà buona parte dei tifosi bosniaci locali privi di biglietto. L’indicazione, oltre alle classiche norme di sicurezza, è quella di presentarsi coi colori giallo e blu dei Dragoni.

L’hotel degli azzurri nel cuore pulsante del tifo

Il palazzetto sorge in una zona in cui si trovano un centro commerciale e l’hotel Zenica dove alloggiano gli azzurri, che quindi si trovano esattamente all’interno dell’area in cui si stanno ritrovando i tifosi bosniaci e vengono allestiti i banchetti per la vendita di bandiere e sciarpe gialloblu. Ma nella città sono molti a organizzare la visione della partita. All’hotel Dubrovnik, uno dei più grandi di Zenica, saranno in 300 davanti a schermi e proiettore. C’è anche chi ne approfitta per far conoscere la città a bosniaci e italiani. La guida turistica Afan Abazovic organizza un giro turistico dalle 17 alle 18 in bosniaco e italiano. E ancora, dalle 16 alle 20 un locale offre panini gratuiti e alcuni stand caffè, dolci e succhi di frutta.

Il ministro Abodi sarà a Zenica: in campo ci sarà tutto il Paese

Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, sarà questa sera a Zenica a tifare Italia nella finale playoff contro la Bosnia che vale la qualificazione ai Mondiali. “In campo con gli undici giocatori saremo 60 milioni di italiani», promette Abodi a margine delle celebrazioni a Rozzano, nel Milanese, del 25esimo anniversario del Servizio Civile Universale. «Che succederà stasera – aggiunge il ministro Abodi – è difficile dirlo. Sarà una partita complicata, ma lo spirito deve essere quello dei giorni più nobili». Dopo due esclusioni consecutive, «c’è la voglia di andare a questi Mondiali, di giocarli, per cui ci affidiamo a tutta la squadra e a Gattuso in particolare», aggiunge senza lasciare spazio alle scaramanzie e ai pensieri negativi. «Cosa fare dovesse andare male? Non penso al fatto che possa andare male, penso che se andrà bene dovremo cercare di cambiare passo».


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