Tensioni in Forza Italia, Occhiuto boccia i congressi e rilancia: “Serve aria fresca”
Tutto congelato in attesa dell’incontro che dovrebbe essere giovedì – se non dopo Pasquetta – tra Antonio Tajani e Marina Berlusconi. Un faccia a faccia tra il ministro degli Esteri e la presidente di Mondadori, che arriva in un momento di tensione massima dentro Forza Italia. Il cambio al vertice del Senato tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi all’indomani della sconfitta al referendum ed i malumori – al momento congelati – per Paolo Barelli, presidente dei deputati azzurri fotografano lo stato dei rapporti tra gli azzurri. Sullo sfondo, la questione dei congressi su cui il vertice di Fi, Tajani in testa, vuole andare avanti spedito, ma su cui si registrano molte perplessità in casa degli azzurri. E che il tema non debba essere ora una priorità lo dice in modo netto Roberto Occhiuto, governatore della Calabria: «Dobbiamo avere meno ansia per tesseramento e congressi e, forse, un pò di ansia in più per le idee che dobbiamo fornire al centrodestra», è la presa di posizione del vicesegretario del partito che, senza tanti giri di parole, aggiunge: «Di congressi tradizionali sono morti i partiti tradizionali. Dico semplicemente che abbiamo 250mila tesserati, quanti ne ha Fratelli d’Italia, ma abbiamo un pò di voti in meno. Dovremmo tentare di avere qualche voto in più con una attenzione minore a tesseramento e congressi». Occhiuto si richiama alla storia di Fi e al Cavaliere: «Quello che fece Berlusconi nel ’94, e che poi proseguì negli anni successivi, non fu un’azione per cercare solo i migliori all’interno della politica, cercò di aprire il partito anche a chi non aveva mai fatto politica prima. Noi dovremmo far questo, dovremmo aprire le finestre del partito e fare entrare tanta aria fresca all’interno di Forza Italia». Il dossier sui congressi, ragionano dentro Fi, sarà sicuramente uno degli argomenti tra il vicepremier e la presidente di Mondadori. Difficile capirne l’esito: c’è chi scommette in un accordo che porti al rinvio dei congressi senza però che ci siano ulteriori cambio nell’organigramma del partito. Altri ancora invece confidano che dopo Pasqua si procederà anche alla sostituzione di Paolo Barelli. Anche perchè, osservano i più maliziosi, nel gruppo dei deputati i favorevoli ad un cambio al vertice sono – conti alla mano – più numerosi dei sostenitori dell’attuale capogruppo. Il nome in pole per sostituirlo è quello dell’attuale vicepresidente della Camera Giorgio Mulè anche se nelle ultime ore sarebbe circolato anche quello di Deborah Bergamini. La situazione – sottolineano in ambienti vicini a Tajani – resta congelata in attesa del faccia a faccia con la figlia del Cavaliere per cercare di trovare una modalità comune per gestire le scelte politiche del partito. La slavina però, ragionano sempre dentro Forza Italia, potrebbe non fermarsi solo al capogruppo. Tra i rumors ci sarebbe anche l’idea di sostituire Raffele Nevi come portavoce di Fi.
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