Lazio

Termovalorizzatore a Santa Palomba, Marino gela il Campidoglio: “Violati i principi europei”

Non è più solo una battaglia di comitati locali o di estetica del paesaggio. La guerra al termovalorizzatore di Roma diventa una questione di diritto comunitario.

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, ha depositato un’interrogazione formale alla Commissione Europea, per verificare se la gara che ha portato all’aggiudicazione dell’impianto alla cordata guidata da Acea abbia violato i principi fondamentali di non discriminazione e parità di trattamento previsti dai trattati UE.

L’accusa: una gara “senza sfidanti”

Secondo Marino, il meccanismo della finanza di progetto utilizzato per Santa Palomba avrebbe prodotto “effetti distorsivi”.

Il punto critico è il diritto di prelazione riservato al promotore (Acea): un vantaggio competitivo che, secondo l’europarlamentare, avrebbe scoraggiato qualsiasi altro operatore economico dal partecipare al bando. Risultato? La cordata di Acea è stata l’unica partecipante e, ovviamente, la vincitrice.

L’arma legale: la sentenza del 5 febbraio 2026

A supportare l’offensiva di Marino c’è un precedente giuridico recentissimo. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza dello scorso 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), ha stabilito che tali meccanismi di riserva alterano la libera concorrenza.

“L’istituto della finanza di progetto non è previsto dalle norme comunitarie sugli appalti in questi termini”, sottolinea Marino, ricordando che l’Italia è già sotto la lente della Commissione dal 2019 per la non conformità della legislazione nazionale in materia.

Il precedente dell’Autostrada del Brennero

Marino punta il dito su un caso analogo: la gara per la concessione dell’A22 del Brennero, su cui la Commissione Europea ha già avviato una procedura di pre-infrazione per motivi simili.

“Ora vedremo come risponderà alla mia interrogazione”, conclude l’ex chirurgo, lasciando intendere che una risposta positiva da Bruxelles potrebbe congelare i cantieri proprio mentre il sindaco Gualtieri accelera per chiudere il ciclo dei rifiuti entro il post-Giubileo.

La mossa di Marino arriva in un momento delicatissimo per il Campidoglio, impegnato a gestire la logistica dei primi scavi e le proteste del territorio.

Se la Commissione Europea dovesse ravvisare gli estremi per una procedura d’infrazione, il progetto simbolo della giunta Gualtieri rischierebbe un clamoroso stop burocratico.

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