Sardegna

Nuova protesta dei metalmeccanici nel Sulcis: “Presi in giro dalla politica” – Cagliaripad.it

Crediti foto: Ansa

La tensione sociale nel Sulcis-Iglesiente ha raggiunto il punto di rottura. Con una nota congiunta, i sindacati Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm-Uil hanno annunciato la ripresa immediata della mobilitazione permanente. Al centro della protesta c’è il mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione Sardegna e dal Governo nazionale: circa 200 operai sono senza retribuzione dal 1° gennaio 2026, mentre altri 300 lavoratori in mobilità attendono ancora l’integrazione economica promessa dalla Presidente della Regione nell’incontro dello scorso 18 febbraio.

La crisi colpisce duramente il sistema degli appalti, come emerso dall’assemblea tenutasi sabato alla Portovesme srl. I sindacati denunciano un meccanismo perverso di concorrenza al ribasso: le aziende storiche, con contratti dignitosi e lavoratori anziani, vengono scalzate da realtà con costi inferiori, lasciando a casa le maestranze più esperte per garantire maggiori profitti alla committenza.

Le prospettive per la fine del 2026 sono definite “disastrose”. Il Ministero del Lavoro ha stanziato 100 milioni di euro per le aree di crisi complessa di tutta Italia, una cifra che le sigle giudicano del tutto insufficiente a garantire la tenuta sociale del territorio. Situazioni critiche si registrano anche alla centrale Enel e per l’ex Alcoa, dove, nonostante le promesse di rilancio fatte dal Ministro Urso nel settembre 2025, si assiste oggi a segnali di smantellamento che annullano ogni speranza di ripresa occupazionale.

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