Veicoli puliti e prestanome. Ecco come la criminalità sceglie di noleggiare le auto in città
A Roma, il noleggio di auto è diventato uno degli strumenti più efficaci della mobilità urbana, e che rappresenta sempre più una componente importante del sistema turistico.
Ma accanto alle tante realtà benevoli, viaggiano anche numerose bande criminali senza scrupoli: dove le vetture formalmente “pulite” – ovvero veicoli in regola con i documenti, assicurati e non intestati direttamente ai soggetti che ne fanno uso illecito – vengono spesso intestate a prestanome o “teste di legno”, per poi sparire nel traffico e mettere in crisi le indagini.
Quello che durante la pandemia era nato come un trucco per aggirare i controlli sugli spostamenti si è evoluto in un sistema rodato.
Oggi il “metodo nolo” rappresenta una leva strategica: cambiare auto con facilità, rendere inutili le descrizioni dei testimoni, confondere le tracce già nei minuti immediatamente successivi a un colpo.
L’inchiesta dei Carabinieri della Compagnia Parioli racconta bene come funziona questo meccanismo. Al centro, una rete che ruota attorno alla periferia est della città, con base nell’area di via dei Gordiani.
Qui una banda, avrebbe utilizzato una società di noleggio legata a contesti familiari per schermare le proprie attività.
Le auto venivano prese da concessionarie, anche fuori regione, per poi essere intestate a figure compiacenti e consegnate agli esecutori materiali di furti e rapine.
Un passaggio di mano dopo l’altro, che rende quasi impossibile risalire ai veri responsabili in tempi rapidi. Intanto i veicoli continuano a circolare, pronti a essere sostituiti nel giro di pochi giorni, se non di poche ore.
I numeri, del resto, confermano la portata del fenomeno. Nelle truffe ai danni degli anziani, l’auto a noleggio è ormai la regola: viene utilizzata in circa due casi su tre. Un dettaglio che cambia tutto, perché rende inefficaci anche gli elementi più comuni delle indagini, come il colore o il modello dell’auto segnalata.
Ma il quadro si allarga e diventa ancora più preoccupante quando si entra nella zona grigia del settore.
Sotto la lente della Guardia di Finanza ci sono alcune società che affittano vetture senza le necessarie garanzie, accettando pagamenti in contanti e senza verifiche approfondite. In questo modo, anche chi non ha patente o ha alle spalle precedenti penali può mettersi al volante di auto potenti.
Le conseguenze non restano confinate al mondo della criminalità organizzata. Negli ultimi mesi, diversi episodi hanno mostrato quanto questo sistema possa essere pericoloso anche per la sicurezza stradale: incidenti gravi, in alcuni casi mortali, con protagonisti guidatori senza titolo o con lunghi precedenti, al volante di veicoli noleggiati tramite terzi.
È su questo intreccio che ora si concentra l’attenzione degli inquirenti. Non solo chi commette i reati, ma anche chi – per negligenza o convenienza – rende possibile questo circuito.
Perché dietro ogni auto “pulita” che sfreccia dopo un colpo, c’è una filiera che parte molto prima e che, se non interrotta, continuerà ad alimentare una criminalità sempre più mobile, veloce e difficile da fermare.
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