Tagli all’IIT, le organizzazioni sindacali scrivono ai parlamentari: “Patrimonio strategico”

Genova. Una lettera aperta per riportare al centro del dibattito politico il futuro della ricerca pubblica e dell’Istituto Italiano di Tecnologia. È l’appello rivolto ai parlamentari da FLC CGIL, RSU IIT e USB Lavoro Privato, dopo la conferma del taglio da 15 milioni di euro ai finanziamenti dell’istituto nella Legge di Bilancio 2026.
La riduzione delle risorse, che porta il finanziamento complessivo da 100 a 85 milioni, viene indicata come un passaggio critico, con possibili ripercussioni dirette su attività e occupazione. A lanciare l’allarme è stato anche il direttore scientifico Giorgio Metta, secondo cui il taglio metterebbe a rischio il lavoro di circa 200-300 tra ricercatori e ricercatrici, oltre a rallentare progetti considerati strategici.
Nel documento le organizzazioni sindacali collegano la riduzione dei fondi a un quadro più ampio di criticità. Al centro ci sono le condizioni economiche e contrattuali del personale, con retribuzioni giudicate non competitive rispetto ad analoghe realtà europee e un progressivo calo del potere d’acquisto. A questo si aggiunge un livello di precarietà definito strutturale: circa il 30% degli addetti è impiegato con contratti a tempo determinato, senza prospettive certe di stabilizzazione.
Un elemento che, secondo i firmatari, incide non solo sul piano occupazionale ma anche sulla qualità della ricerca. La mancanza di continuità, sottolineano, rischia di indebolire la capacità dell’istituto di attrarre e trattenere competenze qualificate, in un contesto internazionale sempre più competitivo.
Nel mirino anche il ricorso crescente all’esternalizzazione di attività e funzioni, ritenuto un fattore di ulteriore indebolimento del presidio pubblico della ricerca. Il combinato tra minori risorse, precarietà e modelli organizzativi frammentati, si legge nella lettera, potrebbe innescare un circolo vizioso con effetti negativi sulla tenuta complessiva del sistema.
La mobilitazione dei lavoratori è già in corso e ha portato nelle scorse settimane a uno sciopero generale per il rinnovo del contratto aziendale. Una vertenza che, secondo i sindacati, va oltre il tema salariale e riguarda il ruolo stesso della ricerca pubblica nel modello di sviluppo del Paese.
Nel passaggio parlamentare della manovra, ricordano i firmatari, alcuni emendamenti per il ripristino dei fondi sono stati respinti, ma è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo a individuare nuove risorse per l’IIT. Un segnale definito “importante ma insufficiente”, che ora deve tradursi in misure concrete.
Da qui la richiesta ai parlamentari liguri di un intervento urgente su più fronti: ripristino integrale dei finanziamenti, rinnovo contrattuale che recuperi il potere d’acquisto, piano di stabilizzazione del personale precario e stop ai processi di esternalizzazione.




