“Ero quasi morto”: venerdì ha festeggiato con i soccorritori – Bolzano
BOLZANO. Ha abbracciato tutti i suoi soccorritori e li ha ringraziati uno ad uno. Andrea Colapietro, venerdì sera dopo un mese e mezzo di ricovero in ospedale e alcune settimane di riabilitazione, ha incontrato le persone a cui deve la vita. Il 35enne dice «sono tornato dall’aldilà e sono qui grazie a voi», indicando il gruppo di uomini che il 14 gennaio lo ha riportato in vita dopo 20 minuti di mancanza di battito cardiaco. «Non ricordo nulla di quel momento e anche dei lunghi periodi precedenti. Quando sono tornato a casa dopo un mese e mezzo di ospedale, non ricordavo nemmeno la disposizione».
A ricordargli cosa fosse accaduto la sera del 14 gennaio, alle 20.30, prima che cominciasse l’allenamento di kick boxing nella palestra Red Wolf, sono stati gli istruttori ai quali, insieme agli operatori dell’ambulanza della Croce Bianca in servizio 118, deve la vita. Quella sera Colapietro stava facendo una sorta di briefing con compagni e istruttore quando, improvvisamente, si è accasciato. Inizialmente tutti hanno pensato a uno scherzo, poi si sono accorti che il 35enne aveva perso i sensi e che non aveva più battito cardiaco. Sono stati gli istruttori Alessio Parduzzi e Djunaj Bajramovski a mettere prima il suo corpo in una posizione di sicurezza su un lato e poi, capendo che il problema era cardiaco, hanno praticato il massaggio cardiaco.
Questo accadeva mentre il resto della palestra si mobilitava nel lanciare l’allarme al 118 e a organizzare lo spazio per fare passare la barella. «Per arrivare sul posto abbiamo impiegato otto minuti» dice Günther Mitterhofer, il medico del 112 che, insieme all’infermiere del 112 David Hofer, era sull’ambulanza della Croce bianca intervenuta quella sera. A guidare il mezzo di soccorso c’era Loris Nardella, volontario come il capo equipaggio Abdu Mouharba e al soccorritore Carlo Fenice.
«Era in fibrillazione ventricolare – ricorda il medico -. Il paziente non aveva battito, lo abbiamo intubato e defibrillato per 4 volte. Dopo 20 minuti il cuore ha ripreso a battere ristabilendo parametri normali ma rimaneva lo stato di incoscienza. Attaccato al respiratore lo abbiamo portato al pronto soccorso». Da lì Colapietro è passato in terapia intensiva e mantenuto in coma farmacologico. Poi il lento risveglio e le verifiche neurologiche che hanno scongiurato danni cerebrali. «Questo lo deve al massaggio cardiaco che gli hanno praticato in palestra» dice ancora il medico.
Venerdì sera, 27 marzo, il 35enne è tornato dove tutto stava per finire, nella palestra, accolto dai suoi amici con indosso una t-shirt con la sua faccia e la scritta «Non si molla mai». Il titolare Guido Marzocchi ha preparato targhe di ringraziamento per gli operatori dell’ambulanza che il 35enne ha consegnato dispensando generosi abbracci. Presente alla festa, il caposervizio della Croce Bianca, sezione Bolzano, Paul Seebacher, il quale ha sottolineato l’importanza di chi si è adoperato prima dell’intervento.
«Dieci minuti per arrivare è poco tempo, ma è tantissimo per chi ha il cuore fermo – ha detto – . Avere persone pronte a intervenire, in attesa dei soccorritori, è stato un contributo fondamentale per la salvezza di Andrea, insieme ovviamente all’intervento degli operatori». Proprio il volontario Carlo Fenice, che di mestiere fa il parrucchiere, racconta di provare una enorme soddisfazione. «Sono volontario da 23 anni – dice – . Oggi siamo qui a parlare con una persona che poteva avere un destino ben diverso e sapere di avere contribuito a salvarlo ci dà la forza di continuare nel nostro impegno».




