Ponte Morandi, la difesa di Castellucci: “E’ un capro espiatorio, vero imputato è il metodo dell’accusa”

Genova. “Giovanni Castellucci è innocente” ma la pubblica accusa ne ha fatto un “capro espiatorio che deve essere condannato come responsabile per quello che rappresenta e non per quello che ha fatto o non ha fatto”. Lo ha detto l’avvocato Giovanni Paolo Accinni cominciando l’arringa difensiva dell’ex numero uno di Aspi, nel processo in corso per il crollo del ponte Morandi. Giovanni Castellucci è collegato dal carcere, dove sta scontando la pena di 6 anni di reclusione per la strage del viadotto di Acqualonga.
Per l’avvocato Accinni Castellucci “per i suoi comportamenti deve essere assolto” perché è stato “il primo ad indicare e poi a consentire ci fossero le oggettive condizioni di disponibilità economica per progettare e poi realizzare il retrofitting” (ristrutturazione della pila con posa di cavi esterni, ndr), che la stessa accusa indica come unico comportamento che avrebbe evitato il crollo”. Per il suo difensore Castellucci “come è documentato e provato già nel 2011 ha invitato i tecnici a pensare a unico comportamento alternativo lecito che con certezza avrebbe evitato il crollo, vale a dire il retrofitting. E’ stato lui a suggerirlo ed è stato ancora lui che nel 2015 si è accertato dell’avvio progetto e che nel 2017 si è preoccupato che il cda lo finanziasse”.
Un crollo che – ha ribadito Accinni – nessuno degli attuali imputati poteva prevedere perché avvenuto “a seguito di vizi occulti per condotte omissive dolose da parte di soggetti mai investigati dall’accusa”.
Accusa che secondo il difensore ha invece fabbricato un “colpevole senza colpa” mentre “il vero imputato di questo processo deve essere il metodo utilizzato dall’accusa”, perché “ha indicato un colpevole a dispetto delle colpe”, ma il processo “non può essere un luogo di vendetta pubblica”. Durissimo l’attacco ai pm Walter Cotugno e Marco Airoldi da parte dell’avvocato che parla senza mezzi termini di un “veleno” da parte della Procura che sarà “causa della propria sconfitta”.
I difensori di Giovanni Castellucci, per cui la Procura ha chiesto 18 anni e mezzo di carcere, parleranno per quattro udienze, consecutive.




