Piemonte

Primo congresso con le tessere Forza Italia non vuole spaccature bis per Zangrillo, se no c’è Rosso

Lo scossone imposto da Marina Berlusconi a Forza Italia potrebbe ripercuotersi anche sui congressi regionali del partito in programma nei prossimi mesi, i primi che si terranno con il meccanismo delle tessere. In Piemonte, dove la situazione non è ancora definita, la priorità resta quella di evitare spaccature e arrivare al dunque con una candidatura unitaria.

L’ipotesi principale è quella che vedrebbe pronto a ripresentarsi Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione e segretario regionale in carica. Ma prende quota quella che vorrebbe invece il suo attuale vice, il senatore Roberto Rosso, come possibile successore.

La situazione però è in divenire. Innanzitutto perché non è chiara la data. Il leader del partito Antonio Tajani, nella riunione tenuta dopo l’esito del referendum, ha proposto di anticipare le consultazioni a maggio. Più realisticamente, almeno per il Piemonte la data potrebbe cadere tra fine maggio e inizio giugno, tenendo anche conto che nel pacchetto dovrebbero essere contemplati anche i congressi provinciali. Ma, a sentire qualche voce interna, occorre mettere un po’ di punti interrogativi: nelle prossime ore si capirà quale linea passerà, se l’anticipo voluto da Tajani o al contrario il rinvio dopo l’estate. La stessa posizione del segretario, d’altronde, è meno solida di prima come è stato plasticamente dimostrato dalla caduta di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato.

In Piemonte, dove il partito dichiara oltre 10mila tesseramenti di cui metà fra Torino e Cuneo, potrebbe presentarsi uno scenario con Zangrillo ricandidato. Ma non tutti gradirebbero e da tempo si racconta invece dell’opposizione più o meno velata del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto (e di altri dirigenti con lui). Pichetto che per altro fu anche coordinatore regionale Pdl quando ricopriva la carica di vicepresidente della Regione targata Roberto Cota.

Ma, come detto, l’ultima cosa che desiderano in Forza Italia è una spaccatura che sia visibile dall’esterno. E allora sul tavolo, se dovesse tramontare l’ipotesi Zangrillo, verrebbe calata la carta Rosso, attuale segretario provinciale a Torino. Lui ha fatto sapere di essere disponibile ma solo se, appunto, non fosse in contrapposizione con l’attuale segretario. Nel frattempo occorrerà capire come si posizionerà nel gruppo in Senato a guida Stefania Craxi. Considerato vicino a Gasparri, di cui di fatto era il numero tre, Rosso non è però in quel cerchio ristretto di fedelissimi di Tajani che la discontinuità chiesta dalla famiglia Berlusconi potrebbe depotenziare.

L’opzione sarebbe vista di buon occhio da Alberto Cirio, attentissimo agli equilibri, da vicesegretario nazionale e da presidente di Regione. «È uno dei pochissimi in ottimi rapporti sia con Marina Berlusconi sia con Tajani», dicono del governatore nel partito. Lui, si sa, punta a Roma con la prossima tornata elettorale, a patto di ottenere un ruolo da ministro o comunque di primo piano nella prossima maggioranza di governo. La sconfitta del sì al referendum anche in Piemonte e le ultime turbolenze del centrodestra a Roma rendono però la partita ancora più incerta. a.g.


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