l’allarme dei clienti, il cuoco prova a spegnere le fiamme
CIVITANOVA Bruciata l’auto del gestore di un ristorante. Un chiaro gesto doloso. Lo scopo sarebbe l’intimidazione, questa almeno la pista che stanno seguendo gli inquirenti. La vittima è Mauro Raschia, noto imprenditore e manager alla guida dei locali più frequentati della città. Attualmente gestisce il ristorante Anastasia sul lungomare Sud, nell’area all’incrocio con via Bainsizza. È stato realizzato al piano terra dell’edificio che ospita l’albergo Piccola Maestà.
La ricostruzione
L’episodio risale alla serata di sabato, quando Raschia era al lavoro nel ristorante. Aveva parcheggiato la sua auto, una Bmw serie 4, poco lontano, proprio lungo via Bainsizza. L’allarme è scattato proprio all’ora di cena, con il locale pieno e tutti i dipendenti al lavoro. Erano circa le 21.30. Sono stati proprio alcuni clienti a vedere del fumo e dei bagliori provenire dalla strada. Qualcuno aveva appiccato il fuoco su quella berlina e le fiamme stavano aggredendo l’abitacolo. Il primo ad intervenire è stato uno dei cuochi del ristorante ed è proprio grazie a lui che le fiamme non si sono propagate immediatamente. Non è riuscito a spegnere l’incendio ma almeno lo ha rallentato.
L’intervento
Chiaramente erano già stati chiamati i vigili del fuoco che una volta sul posto hanno in poco tempo spento l’incendio. Sul luogo del rogo anche una Volante del commissariato. Nonostante il pronto intervento dei pompieri, l’auto ha subito ingenti danni per le alte temperature. Sono andati distrutti gli interni mentre i vetri dei finestrini sono esplosi. La Bmw si trovava nell’area di sosta del ristorante lungo via Bainsizza, quindi vicino ad altre vetture. Ma nessun dubbio su quale auto fosse l’obiettivo di chi ha appiccato l’incendio. La polizia ha fatti i primi rilievi. Le modalità, come detto, lasciano pensare ad un gesto intimidatorio. L’attività investigativa va avanti nel più stretto riserbo. «Ci sono indagini in corso, non posso rilasciare dichiarazioni», afferma la vittima del blitz di fuoco.
Un gesto grave, anche più grave di quello che alcuni dipendenti del bar La Romana, di cui risulta socio, hanno dovuto subire. Era stato proprio lo stesso Raschia a rendere nota la persecuzione che uno dei baristi ha dovuto sopportare da una persona, una donna, con alcuni disturbi. Una volta ha anche puntato il coltello alla gola del dipendente. È stata denunciata anche per altri atti vandalici contro i dehors del locale e le auto di alcuni dipendenti, graffiate in più punti. Durante la sua attività, Raschia ha rischiato la vita più di dieci anni fa (era il 2014), quando lavorava al bar pasticceria La Ternana: era intervenuto per placare un litigio tra due gruppi di clienti ma per tutta risposta ha ricevuto una bottigliata in testa che lo ha tenuto in coma. Furono in tutto processate sei persone.




