Friuli Venezia Giulia

ruolo strategico del porto di Trieste

29.03.2026 – 14.30 – Nel corso di un incontro pubblico tenutosi presso lo storico Antico Caffè San Marco il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, ha delineato prospettive di sviluppo rilevanti per il sistema logistico e infrastrutturale dell’area. L’evento, organizzato da Federmanager, ha rappresentato un’occasione di confronto su uno dei nodi strategici per l’economia del Nord-Est italiano e per i traffici internazionali lungo l’asse adriatico-baltico. Consalvo ha fornito dati significativi sull’attuale operatività ferroviaria legata al porto: “Gestiamo 12mila treni l’anno, di cui 10mila a Trieste”. Un volume già consistente, che testimonia il ruolo centrale dello scalo giuliano come hub intermodale, ma che secondo il presidente è destinato a crescere in maniera sostanziale.

I progetti in corso e quelli pianificati permetteranno infatti, ha spiegato, di arrivare fino a 25mila treni annui. Un raddoppio dei flussi ferroviari che sarà utile per il potenziamento della logistica sostenibile, sempre più orientata a ridurre il traffico su gomma a favore del trasporto su rotaia. Il porto di Trieste, già oggi uno dei principali scali italiani per traffico merci e punto di riferimento per i collegamenti con l’Europa centro-orientale, beneficia di una posizione geografica privilegiata e di uno status giuridico particolare, quello di porto franco internazionale. Questo consente condizioni operative competitive che attraggono operatori logistici e investimenti, contribuendo a rafforzare il ruolo della città nel contesto delle catene globali del valore. Il rafforzamento della componente ferroviaria è cruciale per sostenere l’aumento dei traffici senza compromettere la sostenibilità ambientale.

Un altro elemento centrale dell’intervento di Consalvo riguarda lo sviluppo dello scalo di Monfalcone, descritto come in forte crescita. La città di Monfalcone sta infatti emergendo come polo complementare a Trieste, con margini di espansione importanti soprattutto in alcuni segmenti merceologici specifici, come i traffici industriali e le rinfuse. L’integrazione tra i due scali rappresenta una leva strategica per aumentare la capacità complessiva del sistema portuale dell’Adriatico orientale. Nonostante tutto, il percorso di sviluppo non è privo di ostacoli. Consalvo ha richiamato esplicitamente la necessità di bypassare un primo scoglio legato a Servola. Essa è da tempo al centro di dibattiti complessi che coinvolgono questioni ambientali, riconversione industriale e pianificazione urbana. La risoluzione delle criticità legate a questo sito appare fondamentale per sbloccare alcune delle opere infrastrutturali previste e consentire un pieno sviluppo delle potenzialità portuali.

Il riferimento a Servola evidenzia come lo sviluppo logistico non possa prescindere da un equilibrio con le esigenze del territorio e della comunità locale. Negli ultimi anni, infatti, le politiche portuali europee hanno sempre più integrato obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale, promuovendo modelli di crescita che tengano conto dell’impatto sulle aree urbane e sulla qualità della vita. L’intervento di Consalvo ha inteso precisare come i porti non siano più soltanto infrastrutture di transito, bensì veri e propri nodi strategici di sistemi economici complessi. La sfida per Trieste e per l’intero sistema dell’Adriatico orientale sarà quella di coniugare crescita dei traffici, innovazione tecnologica e sostenibilità, mantenendo al contempo un dialogo costante con il territorio.

[e.c.]




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