Friuli Venezia Giulia

La strategia della fretta: come la Regione prova a difendersi dai “professionisti del raggiro”

29.03.2026 – 10.00 – Il mese di marzo si chiude a Trieste con un bilancio inquietante sul fronte della sicurezza urbana. Per il nostro approfondimento della domenica di Faglia Doppia, abbiamo analizzato la preoccupante recrudescenza del fenomeno delle truffe che ha colpito in modo capillare diversi rioni della città, delineando i contorni di un’offensiva criminale metodica capace di colpire tanto nei quartieri residenziali quanto nelle zone più periferiche. L’escalation è iniziata il 12 marzo a Scorcola, in via Ovidio, dove un anziano è stato raggirato da un finto Carabiniere che, millantando un incidente causato dal figlio, è riuscito a sottrarre circa 2.000 euro e 200 grammi d’oro prima di essere messo in fuga dal nipote della vittima. La pressione dei malviventi non si è però allentata, spostandosi il 23 marzo in viale Raffaello Sanzio, dove con il metodo del “Falso Maresciallo” sono stati asportati i gioielli di famiglia di una donna, per poi culminare nella giornata nera del 25 marzo a Borgo San Sergio. In via Cubi, una donna di 91 anni è stata derubata di 9.000 euro da un finto finanziere, mentre a breve distanza un altro colpo fruttava 7.700 euro tra oro e contanti. Solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri a Muggia, il 28 marzo, ha permesso di sventare un colpo record da 100.000 euro ai danni di un’anziana, portando all’arresto di due trasfertisti.

Davanti a questa ondata di raggiri, abbiamo intervistato l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, per comprendere meglio le risposte istituzionali a questa emergenza. «Il tema delle truffe è sempre più attuale. Anche nell’ultima legge di Stabilità abbiamo stanziato 600 mila euro – 150 mila per provincia – per sensibilizzare la cittadinanza e rafforzare la prevenzione contro i raggiri online e le frodi che avvengono nella vita reale. L’Arma dei Carabinieri e le altre forze dell’ordine sono costantemente impegnate nel contrasto a questi reati». Per arginare il fenomeno, la strategia regionale punta tutto sulla capillarità dell’informazione. «Abbiamo già stampato 100 mila volantini, che saranno distribuiti porta a porta e che illustrano le truffe più frequenti, offrendo indicazioni pratiche su come evitarle. In collaborazione con le polizie locali e con le forze dell’ordine stiamo poi programmando iniziative di più ampia portata, pensate per raggiungere capillarmente la popolazione. L’obiettivo è semplice: informare. Perché con queste truffe, in pochi minuti, i delinquenti riescono a portare via i risparmi di una vita. E la prima difesa, l’unica davvero efficace, è avere una cittadinanza consapevole».

La difficoltà principale risiede nella professionalità dei truffatori, figure che Roberti descrive come preparate e capaci di manipolare e ingannare. «Il messaggio che vogliamo trasmettere con forza è la necessità di essere sempre diffidenti, di non avere timore di fare una telefonata in più per verificare, di prendersi il tempo per controllare. La strategia dei truffatori è sempre la stessa: mettere fretta, creare un’urgenza – dal finto incidente al falso bonifico – per impedire alla vittima di ragionare con lucidità. Siamo soddisfatti del fatto che anche soggetti privati stiano contribuendo: la scorsa settimana, durante una conferenza al Comando provinciale dei Carabinieri, abbiamo presentato iniziative sostenute da risorse esterne proprio per intensificare le campagne di sensibilizzazione. L’impegno della Regione resterà massimo, perché purtroppo gli episodi non accennano a diminuire».

In chiusura, l’assessore ha voluto smontare un pregiudizio pericoloso che spesso accompagna queste vicende, ovvero che solo i più fragili possano cadere in trappola. «Bisogna chiarire un equivoco molto diffuso: non è vero che le truffe riguardano solo gli anziani. Può cascarci chiunque, a qualunque età, con qualsiasi livello di istruzione. Purtroppo l’idea che se cadi in una truffa “sei rimbambito” è una narrazione sbagliata e pericolosa. Le organizzazioni criminali che realizzano questi raggiri – nella quasi totalità dei casi con basi fuori dal Friuli Venezia Giulia, a volte all’estero – operano in modo professionale, strutturato, con tecniche studiate. È sufficiente essere colti di sorpresa, in un momento di stanchezza o distrazione, e chiunque può diventare vittima. Bisogna quindi tenere le antenne dritte, riconoscere anche il minimo segnale di sospetto e, nel dubbio, interrompere la chiamata e chiedere conferma a un familiare o alle forze dell’ordine».

Nel contesto delle attività di prevenzione sviluppate a Trieste, un ruolo innovativo è svolto anche dalla Luminosa, il grande ledwall urbano situato in via Carducci, di proprietà della società Gap, che nel 2019 ha acquisito la struttura trasformandola nel 2024 in un moderno strumento di comunicazione istituzionale oltre che pubblicitaria. Questo spazio, fortemente visibile e attraversato quotidianamente da migliaia di cittadini, viene infatti utilizzato dalle Forze dell’Ordine per diffondere messaggi di sicurezza e prevenzione. In particolare, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri ha promosso una campagna contro le truffe agli anziani che ha previsto la trasmissione di brevi spot informativi sia sulla Luminosa sia sui mezzi del trasporto pubblico locale, in collaborazione con Trieste Trasporti. I contenuti – semplici e immediati – richiamano l’attenzione sulle tecniche più diffuse (falsi appartenenti alle forze dell’ordine, finti parenti in difficoltà, controlli domestici simulati) e invitano a contattare il numero unico di emergenza in caso di sospetti. L’iniziativa si inserisce in un più ampio piano di sensibilizzazione che, tra il 2023 e il 2024, ha contribuito a rendere più efficace l’azione di contrasto, permettendo di identificare un numero significativamente maggiore di autori di questi reati nel territorio cittadino. Accanto alla comunicazione visiva, la campagna è stata rafforzata da incontri nei quartieri, nelle parrocchie e nei centri civici, oltre alla distribuzione capillare di materiale informativo, configurando così un modello di prevenzione integrata.

Approfondimento a cura di Lorenzo Degrassi e Francesco Viviani

[l.g.] [f.v.]

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