Friuli Venezia Giulia

Paternità oggi: genitori più presenti ma fragili

Il termine emblematico “adulescenti” utilizzato da Cantelmi descrive adulti che, pur avendo raggiunto tappe anagrafiche e sociali della maturità, mantengono tratti tipici dell’adolescenza: bisogno di autorealizzazione immediata, difficoltà a tollerare frustrazioni e fatica nel gestire responsabilità continuative. In questo senso, la paternità diventa un banco di prova particolarmente impegnativo, perché richiede stabilità, coerenza e capacità di sacrificio nel lungo periodo. Il contesto sociale contribuisce a rendere questo passaggio ancora più complesso. Le trasformazioni del mondo del lavoro, sempre più flessibile ma anche incerto, rendono difficile pianificare tempi e priorità. Allo stesso tempo, i modelli culturali contemporanei enfatizzano l’autorealizzazione individuale, spesso in tensione con le esigenze della vita familiare. I padri si trovano così a navigare tra aspettative contrastanti: essere presenti e accudenti, ma anche performanti e competitivi sul piano professionale.

La maggiore consapevolezza del ruolo educativo del padre, però, risulta un segnale inequivocabilmente positivo. Così come la diffusione di congedi parentali più accessibili e un cambiamento nelle dinamiche di coppia stanno contribuendo a ridefinire la paternità in chiave più equilibrata e condivisa. Sempre più uomini partecipano attivamente alla crescita dei figli, non solo nei momenti ludici ed anche nella gestione quotidiana, dalla scuola alla cura emotiva. La sfida, come sottolinea Cantelmi, non è semplicemente esserci ma esserci in modo pieno e maturo. La qualità della presenza conta più della quantità: un padre coinvolto ma interiormente incerto rischia di trasmettere insicurezza, mentre una figura solida, anche se meno perfetta, può offrire un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo dei figli.

La paternità odierna appare come un cantiere aperto, attraversato da tensioni e opportunità. I numeri raccontano un cambiamento in atto, ma anche la necessità di un’evoluzione più profonda, che riguarda ma il modo stesso di concepire l’essere adulti oltre che genitori. L’abbandono dell’egocentrismo evocato da Cantelmi, rappresenta una sfida comune, non solo per i padri, ma per una società chiamata a ripensare i propri modelli di maturità e responsabilità.




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