Elia Sanna, il custode del mito che trasformò casa Deledda in un museo – VIDEO
Si chiamava Elia Sanna, classe 1883, il suo nome non appare nelle celebrazioni deleddiane, eppure è stato un personaggio di primo piano nella vita della grande scrittrice nuorese. Amico fraterno di Grazia Deledda, nacque a Nuoro il 28 giugno del 1883 nella allora cosiddetta “Via curva”, da Sebastiano e Maria Mannironi. Nell’agosto del l 912, il giovane, allora ventinovenne, andò ad abitate nella casa Deledda, acquistata dalla sua famiglia nel rione allora denominato “Sas concias“, in quel di Santu Predu, dove la scrittrice visse fino al suo trasferimento a Roma dopo il matrimonio con Palmiro Madesani nel 1900.

Elia Sanna davanti a casa Deledda
Da allora Elia Sanna mantenne la casa che fu della sua celebre concittadina e amica, con un alto senso di doveroso rispetto, quasi come un luogo di culto nei confronti di un edificio carico di storia, che ormai era diventato nel tempo una tappa obbligata, quasi un pellegrinaggio laico di studiosi, ma anche di semplici curiosi per visitare i luoghi che furono fonte di ispirazione della grande creatività della scrittrice. Ricordava Elia Sanna nelle sue testimonianze: «Da quando venimmo ad abitare in questa, che fu la casa di Grazia Deledda, ci sentimmo da subito in obbligo di rispettare il luogo dove era vissuta, luogo di ispirazione dei suoi romanzi». Tra Elia Sanna e Grazia Deledda intercorse in seguito un corposo epistolario, dove tra l’altro la scrittrice si scusava molto con la famiglia Sanna per i disturbi provocati dai frequenti visitatori e curiosi provenienti da tutte le parti d’Italia per visitare la sua casa, sopratutto dopo l’assegnazione del premio Nobel nel 1927. A tutto questo. Elia Sanna rispondeva sempre, che per da parte sua non avvertiva nessun disturbo, ma grande soddisfazione.

Elia Sanna col cugino Salvatore Mannironi
Con l’avvento del Ventennio fascista, Elia Sanna (come avvenne anche a Salvatore Mannironi suo cugino materno, grande antifascista), in seguito alle spietate leggi messe in atto da Mussolini il 26 novembre del 1926 (che prevedevano l’arresto anche con la sola di prova di sospetto) per cui, senza aver commesso nessun reato dimostrato, venne inviato al confino di polizia nell’isola di Favignana, in Sicilia. Il fatto provocò grande tristezza e amarezza in Grazia Deledda, che in seguito si impegnò in prima persona per la sua scarcerazione. E l’occasione venne nel 1927, quando Grazia Deledda, ritenuta ormai una gloria nazionale dopo il conferimento del Nobel, venne ricevuta dal Duce Benito Mussolini, e davanti a una richiesta rivolta dallo stesso: “Signora Deledda, le chiedo cosa posso fare per dimostrare la gratitudine dell’Italia per il grande traguardo raggiunto ?” La scrittrice rispose senza esitazione: “Chiedo la scarcerazione di un mio caro amico, Elia Sanna, ingiustamente detenuto”. E il Duce del fascismo acconsentì con piacere. Elia Sanna morì a Nuoro nel 1964. Nel 1959 ebbe il piacere di assistere al ritorno a Nuoro delle spoglie sua famosa amica Grazia Deledda per il suo riposo eterno nella chiesa della Solitudine.
La casa di Grazia Deledda e la sua storia:
- 1912 Grazia Deledda e la sorella Nicolina (residenti a Roma dal 1900) vendono la casa alla famiglia Sanna
- 1937 La casa Deledda viene dichiarata Monumento nazionale
- 1968 La casa Deledda della famiglia Sanna viene acquistata dal Comune di Nuoro
- 1979 Il Comune di Nuoro cede la casa Deledda all’ISRE al simbolico prezzo di £ 1.000
- 1983 5 marzo, viene ufficialmente inaugurato a Nuoro il Museo Deleddiano
- 1997 Il Museo Deleddiano viene chiuso per interventi non più prorogabili
- 2000 Il Museo Deleddiano riapre al pubblico nel nuovo allestimento
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