La vicenda della chiesa di San Bartolomeo torna in consiglio comunale, i dubbi di Cascini

La vicenda della chiesa di San Bartolomeo a Brecciarola torna in consiglio comunale: nella seduta di martedì 31 marzo è prevista la discussione di una variante per la costruzione della nuova chiesa. A sollevare dubbi sulla chiusura del luogo di culto nella piazza centrale della frazione e sul nuovo progetto è Giancarlo Cascini, candidato sindaco di Chieti Bene comune che ripercorre le varie tappe fino a oggi.
“Nel marzo del 2017 il parroco di San Bartolomeo Apostolo chiese un intervento tecnico al Comune per accertare le condizioni della chiesa. Il tecnico del Comune operò un ‘sopralluogo’ cui seguì una relazione: “…Dal sopralluogo – si legge – è emerso che la stessa (chiesa) presenta evidenti lesioni alle murature, oltre ad abbondanti infiltrazioni di acqua che provocano umidità ai pavimenti e alle pareti con conseguenti ammaloramenti degli intonaci. Le cause del degrado strutturale dell’edificio è riconducibile (sic) alla vetustà dello stesso, dagli ultimi eventi sismici, dalle abbondanti nevicate e piogge. Pertanto, considerata l’epoca di realizzazione, la struttura mista in cemento armato e muratura in mattoni, si ritiene opportuno ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità emettere ordinanza sindacale di chiusura della Chiesa di San Bartolomeo, fino alla esecuzione di interventi di messa in sicurezza e la realizzazione di opere, sotto la guida di tecnici abilitati”.
L’allora sindaco Di Primio emise l’ordinanza e la chiesa divenne inagibile, dando luogo a quello che sarebbe stato un lungo periodo di disagio per i fedeli e la perdita di un luogo di aggregazione per i cittadini. “Appena un anno dopo – ricorda ancora Cascini – il parroco chiese oboli agli abitanti per poter finanziare il progetto di una nuova chiesa, la quale sarebbe stata costruita con fondi dell’8×1000 a patto che la parrocchia avesse contribuito per il 25% del totale. Ma il progetto, per qualche motivo, venne bocciato dalla Cei.
“Sono passati ben nove anni, due amministrazioni, e ora c’è un nuovo piano: costruire la nuova chiesa non più accanto alla vecchia ma in località decentrata, nei pressi del bivio, in un’area non raggiungibile a piedi, che potrebbe servire, forse, alle necessità del culto ma che perderebbe la sua funzione di centro di aggregazione, vitale per un quartiere periferico. Per questo, occorre, comunque, una variante che sarà discussa in consiglio comunale il prossimo martedì 31”.
E qui emergono i dubbi sollevati dal candidato sindaco. “Può un’ordinanza dalle conseguenze così impattanti basarsi su un sopralluogo e non su una perizia tecnica? Si poteva mettere la chiesa in sicurezza senza l’urgenza di un’ordinanza, o era proprio l’urgenza che si voleva? La perizia, se c’è, indica lavori, magari sostenibili, che eventualmente avrebbero potuto protrarre l’agibilità fino a progetto definitivo? Se non c’è, perché non è stata disposta? Le ordinanze possono essere impugnate presentando delle memorie e controdeduzioni. Sono state
presentate?”. E ancora: “Come mai il progetto della nuova chiesa è stato bocciato dalla Cei? Qual era il preventivo? A quale bacino di popolazione faceva riferimento? È stato discusso con i cittadini? Il consiglio comunale, nelle sue competenze, potrebbe stralciare il punto in oggetto per avere più informazioni e dettagli su un intervento urbanistico e sociale che peserebbe nei prossimi decenni in modo irreversibile e prevedibilmente negativo, senza limitarsi a votare il mucchio delle proposte, senza distinguere?”.
Quindi la conclusione-provocazione: “Vogliamo sperare che il consiglio svolgerà il suo compito di indirizzo e controllo con competenza e, soprattutto, indipendenza. Se così non fosse, si proporrebbe un’altra domanda, che vorremmo respingere. E cioè: chi esercita, davvero, la sovranità sul quartiere di Brecciarola?”.
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