Estremisti, vip e movimenti. Tutti contro “Re Donald”
La sinistra italiana anti-americana e anti-occidentale scende in piazza copiando gli slogan delle frange radicali del Partito Democratico negli Stati Uniti del movimento No Kings.
I No Kings sono un movimento di protesta contro l’amministrazione Trump nato nel 2025, il nome deriva dalla tradizione americana anti-monarchica e anti-autoritaria ed è oggi rivolto contro il presidente degli Stati Uniti. I manifestanti accusano Trump di comportamenti da re o dittatore e di portare avanti “power grabs” (accaparramenti di potere) attraverso le politiche sull’immigrazione con l’ICE. Il movimento si definisce non violento e pacifista con l’obiettivo di difendere la democrazia, i diritti e opporsi a quella che chiamano “tirannia” o “billionaire-first politics”. Come si legge sul loro sito, il movimento nasce per contrastare: “Polizia segreta mascherata che terrorizza le nostre comunità. Una guerra illegale e catastrofica che ci mette in pericolo e ci porta ad aumentare i nostri costi. Attacchi alla nostra libertà di parola, ai nostri diritti civili, alla nostra libertà di voto. I costi spingono le famiglie sul punto di andare in gioco. Trump vuole governare su di noi come un tiranno”.
Nel mirino dei No Kings italiani ci sono “la guerra, la svolta autoritaria e il superamento della democrazia liberale, il nuovo sviluppo capitalistico e l’emergere di nuovi re e di nuovi sudditi”.
Dopo le proteste organizzate a giugno 2025 con più di 2mila eventi negli Stati Uniti a cui hanno partecipato circa 4 milioni di persone, e quelle a ottobre dello scorso anno con circa 7 milioni di partecipanti, ieri il movimento No Kings ha fatto un salto di qualità organizzando in contemporanea proteste in tutto il mondo. Non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, Messico e perfino Australia. Una rete transnazionale legata all’estrema sinistra che è arrivata anche in Italia.
Il cuore del movimento negli Stati Uniti è formato da una serie di realtà tra cui Indivisible, 50501, MoveOn con un forte sostegno di sindacati e organizzazioni per i diritti civili come l’ACLU (American Civil Liberties Union). Il collegamento con l’Italia dei No Kings avviene attraverso le solite sigle che, a seconda della convenienza, si riciclano protestando contro Trump o la Meloni. Dalla Rete No DL Sicurezza “A Pieno Regime” alla Campagna europea Stop Rearm Europe promossa tra gli altri da ARCI e Ferma il Riarmo. Tra le altre sigle che hanno partecipato alle manifestazioni italiane ci sono la Cgil, Anpi, Emergency, Amnesty International Italia, Rete Italiana per la Pace e il Disarmo, Rete No Bavaglio, i collettivi studenteschi e non potevano mancare i gruppi Pro Pal.
Le proteste No Kings negli Stati Uniti avvengono in contemporanea con il Cpac, la principale conferenza dei conservatori americani che si svolge quest’anno in Texas. Mentre all’interno del grande centro congressi alle porte di Dallas ieri sono intervenuti il figlio dello scià Reza Pahlavi, il senatore repubblicano Ted Cruz, Robert Kennedy Jr., anche a Dallas sono avvenute manifestazioni dei No Kings.
Nelle piazze, spesso la partecipazione di un pubblico composto nella quasi totalità da bianchi di età avanzata con pochissime persone di colore e quasi nessun ispanico in una zona con un’alta presenza di popolazione latina. “Siamo qui per protestare contro il fascismo del presidente Trump”, ci racconta Charlotte, una signora di mezza età.
Chiediamo a un altro manifestante quale sarà il risultato delle midterm: “I democratici vinceranno, sempre se l’ICE permetterà agli elettori immigrati di poter votare”.
Il principale evento negli Stati Uniti si è svolto “Minnesota State Capitol” con una manifestazione a cui hanno partecipato Bernie Sanders, l’attrice Jane Fonda e musicisti come Bruce Springsteen e Joan Baez.
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