duemila nuove imprese in un anno
Il “saper fare” non va in pensione, anzi, si rinnova profondamente. In un Friuli Venezia Giulia che guarda con orgoglio alle proprie radici ma punta dritto all’innovazione, l’artigianato conferma di essere il motore pulsante dell’economia regionale. I numeri parlano chiaro: nel solo 2025 sono nate 1.957 nuove aziende artigiane, consolidando un saldo positivo tra aperture e chiusure che prosegue ormai da un biennio. Ma il dato più significativo riguarda il ricambio generazionale: oggi, una nuova impresa su tre è guidata da giovani. È in questo clima di dinamismo che Confartigianato Imprese Udine ha scelto di celebrare la festa di San Giuseppe Artigiano. Una ricorrenza che quest’anno ha assunto un valore simbolico altissimo, cadendo nel 50° anniversario del terremoto del 1976. Per l’occasione, l’associazione ha scelto come sede l’Isis D’Aronco di Gemona, trasformando la premiazione di 26 eccellenze del territorio in un ideale passaggio di testimone tra i maestri di ieri e i professionisti di domani.
Tra memoria e futuro
“Siamo in luoghi doppiamente significativi”, ha esordito il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti. “Gemona è la città simbolo di quell’operosità che, cinquant’anni fa, vide gli artigiani in prima linea subito dopo le scosse. Oggi siamo in una scuola perché è qui che si costruisce la risposta alle sfide geopolitiche e tecnologiche del presente”. Il pensiero di Tilatti è andato però anche agli scenari internazionali, con un accorato appello per la fine delle ostilità in Medio Oriente: “Cessi la guerra in Iran. Questo conflitto danneggia tutti, colpendo duramente il settore artigiano attraverso l’impennata dei costi energetici. Abbiamo bisogno di pace per continuare a costruire futuro”.

L’intelligenza artificiale al servizio delle mani
Il tema dell’innovazione è stato il filo conduttore degli interventi. Se da un lato il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha definito le botteghe come “la prima Università del saper fare», dall’altro ha sottolineato come l’Intelligenza Artificiale non debba spaventare: «L’IA può potenziare il nostro lavoro, ma solo se fondata sui nostri valori: coraggio e solidarietà”. Un concetto ribadito anche dai rappresentanti delle istituzioni. L’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli hanno confermato l’attenzione della Regione verso un comparto che oggi conta 27.704 imprese attive (il 32 per cento del tessuto imprenditoriale totale) e oltre 70mila addetti, concentrati per il 74 per cento tra le province di Udine e Pordenone.

Un presidio sociale contro la delocalizzazione
Oltre ai numeri, è emerso con forza il ruolo sociale dell’artigiano. Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha ricordato come l’impresa artigiana sia “sinonimo di benessere e sicurezza nei nostri paesi: l’artigiano non delocalizza, resta radicato nel territorio”. Tra i 26 premiati, spiccano storie di resilienza come quella di Giovanni Roncastri, titolare di un’officina meccanica gemonese attiva dal 1933, simbolo di una continuità che ha saputo attraversare le macerie del terremoto e le crisi globali.
I numeri di una rinascita
Il confronto con il passato rende bene l’idea della tenuta del settore. Se a fine 1975 le imprese erano 29mila (con 14mila nella sola Udine), il dramma del ’76 ne distrusse 450 e ne danneggiò 2.800. Mezzo secolo dopo, con quasi 28mila realtà operative, l’artigianato friulano dimostra di aver completato non solo la ricostruzione fisica, ma anche quella economica, presentandosi al 2026 come una “struttura portante” pronta a cavalcare la transizione energetica e la digitalizzazione intelligente.
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