Abruzzo

Infermiera brutalmente aggredita nella Stroke Unit dell’ospedale


«Grave aggressione nella Stroke Unit dell’ospedale di Pescara, la sicurezza del personale sanitario deve essere la priorità di tutti». 
È quanto scrivono Fabrizio Melagrana e Antonio Argentini, rispettivamente dirigente sindacale e segretario provinciale del Nursind.

«Il NurSind Pescara esprime la più profonda solidarietà e vicinanza alla collega infermiera vittima di una brutale aggressione avvenuta questa notte, intorno alle ore 4, all’interno del reparto di Neurologia d’urgenza/Stroke Unit dell’ospedale “Spirito Santo”», si legge in una nota. 

Questa la ricostruzione dei fatti da parte dei due sindacalisti: «La professionista, che stava svolgendo il proprio turno di assistenza ai pazienti, è stata malmenata da un degente e ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso. Non è più accettabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba temere per la propria incolumità fisica durante il turno di lavoro. Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza che ferisce non solo la singola lavoratrice, ma l’intera categoria e il concetto stesso di assistenza sanitaria». 

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Il NurSind Pescara tiene a precisare che la denuncia non è rivolta alla direzione strategica della Asl, la quale ha già dimostrato sensibilità e proattività avviando procedure interne e protocolli per contrastare il fenomeno delle aggressioni agli operatori. Tuttavia, è evidente che gli sforzi organizzativi, seppur necessari, non bastano se non accompagnati da un cambiamento culturale e da misure di protezione ancora più stringenti. 

«Il problema è sociale e sistemico», prosegue il Nursind. «chiediamo che la sicurezza negli ospedali torni al centro del dibattito pubblico. La Stroke Unit, come ogni altro reparto di emergenza-urgenza, deve essere un luogo sicuro. Non possiamo permettere che l’ospedale diventi un “territorio di frontiera” dove tutto è permesso». 
Il NurSind continuerà a vigilare e a collaborare affinché ogni operatore sanitario possa entrare in turno con la certezza di tornare a casa incolume, ribadendo che la violenza non è mai giustificabile, sotto nessuna circostanza. 


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