Baiocco d’oro a Perugia
Nella cornice della Sala della Vaccara si è svolta la cerimonia 2026 del Baiocco d’Oro, uno dei più importanti riconoscimenti civici attribuiti dal Comune di Perugia a istituzioni, aziende e personaggi che si sono distinti nel loro ruolo alimentando il buon nome di Perugia nel mondo. Nella giornata di oggi sono stati premiati importanti settori della sanità pubblica dell’Ospedale di Perugia: Oncoematologia pediatrica, la Terapia intensiva neonatale e l’associazione ’Agd Umbria Odv che aiuta a combattere il diabete, soprattutto tra i giovani, e finanzia la ricerca. Ma oltre a loro il Baiocco d’Oro è stato donato a due importanti professionisti perugini, il Professore Medico Roberto Binazzi, uno dei maestri degli impianti di protesi in ortopedia, e Bruna Lepri, per l’impegno civile e per il suo lavoro ventennale in diverse associazioni legate ai settori della disabilità e della ricerca contro il cancro.
La consegna e il ringraziamento della sindaca
Accanto agli aspetti dell’eccellenza clinica e scientifica, quindi, oggi celebriamo l’umanità rappresentata da medici, personale infermieristico e sanitario, dai volontari delle associazioni e da chi le sostiene con generosità, persone che sono anima e motore del più grande pilastro della nostra democrazia, quella sanità pubblica che garantisce l’uguaglianza sostanziale dei cittadini. Non potevamo non valorizzare anche l’esempio di una imprenditrice illuminata che, aiutando realtà che si occupano di fragilità, contribuiscono a rendere la nostra società più solida al contempo dimostrando di credere nella cultura. Conferendo questi premi ribadiamo inoltre l’impegno del Comune, a costruire, accanto all’amministrazione regionale, una sanità che restituisca al grande esercito della cura la dignità del proprio lavoro”.
Baiocco d’Oro a Roberto Binazzi: la motivazione
Nel caso del professore Roberto Binazzi, specialista in ortopedia e traumatologia, autore di ricerche pionieristiche in materia di protesi per ginocchio e anca e unico
ortopedico italiano membro dell’Editorial Board dell’autorevole rivista americana Journal of Arthroplasty, sono stati menzionati “il contributo scientifico, l’attività clinica e la costante opera di ricerca che hanno portato il suo nome e quello della nostra città nel panorama medico mondiale”, sicché la sua figura può essere assunta come “esempio di competenza, dedizione e umanità, che costituiscono un patrimonio di valore inestimabile per l’intera collettività”. Il vicepresidente del Rotary Attilio Solinas ha ricordato che Binazzi ha operato fuori dall’Umbria dal 1976 senza mai perdere il legame con il capoluogo umbro. Il professore, ricordando l’attività svolta in diversi centri (Pisa, Salisburgo, New York, Milano e Bologna, dove presso l’Istituto ortopedico Rizzoli si è occupato di chirurgia anteriore della colonna vertebrale fin dagli anni Ottanta), ha confermato: “Non ho mai smesso di
pensare che Perugia è la mia città”.
Baiocco d’Oro a Bruna Lepri: la motivazione
Bruna Lepri è stata presentata da Francesca Bondì della Comunità di Capodarco e da Giuseppe Caforio, presidente Aucc, come figura ispiratrice nel contesto umbro per
l’equilibrio tra dedizione alla famiglia, impegno imprenditoriale e attenzione alla cultura e al sociale. Secondo la sindaca Ferdinandi, il fatto stesso che a sollecitare l’attribuzione del Baiocco d’Oro in questo caso siano state più associazioni vale a sottolineare l’impegno civile e il particolare legame dell’insignita con la sua città, dove si è distinta per il sostegno assicurato da oltre 20 anni a numerose associazioni legate, fra l’altro, al settore della disabilità e della ricerca contro il cancro. Ciò grazie, in particolare, agli incassi delle rappresentazioni di una compagnia teatrale che Bruna Lepri ha animato, arricchendo anche la vita culturale della città. Il Baiocco d’Oro le è stato quindi conferito “per le indiscusse capacità imprenditoriali che, unite a passione e dedizione, hanno saputo dare vita a numerose attività culturali e sociali nel nostro territorio, a sostegno dei sogni e dei bisogni delle persone più fragili” e per “le grandi qualità umane e la straordinaria sensibilità” che si offrono a esempio per
la collettività.
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