30 miliardi per costruire base lunare entro 2036
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La NASA ha annunciato una drastica revisione dei suoi piani lunari, abbandonando il progetto della stazione orbitante Gateway per concentrarsi sulla costruzione di una base permanente sulla superficie lunare entro il 2036. L’ambizioso programma, che prevede un investimento di oltre 30 miliardi di dollari, è stato presentato durante l’evento “Ignition” a Washington.
Il nuovo piano si articola in tre fasi distinte. La prima, che prenderà il via nel 2027, prevede una serie intensiva di missioni robotiche con l’obiettivo di effettuare fino a 30 atterraggi sulla superficie lunare. Questi lanci permetteranno di trasportare rover, strumenti scientifici e dimostratori tecnologici essenziali per le fasi successive del programma.
La seconda fase si concentrerà sullo sviluppo delle prime infrastrutture semi-abitabili e sulla creazione di un sistema logistico regolare per supportare le future operazioni sulla superficie. Il culmine del programma arriverà con la terza fase, durante la quale verranno installate le infrastrutture più complesse necessarie per garantire una presenza umana continuativa, inclusi gli Habitat Multiuso sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana.
La decisione di sospendere il progetto Gateway nella sua forma attuale ha colto di sorpresa i partner internazionali, in particolare l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, presente all’evento, non ha rilasciato commenti immediati sulla svolta americana. L’agenzia europea ha comunicato di aver avviato consultazioni con gli Stati membri, i partner internazionali e l’industria del settore per valutare le implicazioni di questo cambio di strategia.
Il ridimensionamento del Gateway rappresenta un duro colpo per l’ESA, che aveva un ruolo centrale nel progetto attraverso la fornitura di componenti cruciali come il modulo abitativo I-Hab e il modulo logistico Esprit. Numerose aziende europee, con una forte presenza dell’industria italiana, erano coinvolte nella sua realizzazione. Questi contributi tecnologici avrebbero dovuto garantire all’Europa l’accesso alle future missioni lunari.
La NASA ha comunque precisato che, nonostante la sospensione del Gateway, intende recuperare le apparecchiature compatibili con i nuovi obiettivi e mantenere gli impegni con i partner internazionali. L’agenzia americana sottolinea come questa riorganizzazione sia finalizzata a concentrare le risorse sullo sviluppo di infrastrutture che possano supportare operazioni sostenibili sulla superficie lunare, segnando un cambio di priorità dalla presenza orbitale a quella planetaria.
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