>>>ANSA/ Scontro al G7 tra Kallas e Rubio, ‘fate poco contro Mosca’ – Altre news
(di Mattia Bernardo Bagnoli)
Gli effetti collaterali della
guerra in Iran si riverberano sull’Ucraina, ormai sempre più a
rischio di finire nel dimenticatoio. Per l’Europa, però, si
tratta di una questione “esistenziale” – come amano ripetere i
vertici dell’Unione Europea – e dunque non sorprende che al G7
esteri, in Francia, il tema sia stato sollevato con forza.
Troppa, forse. L’alto rappresentante Ue Kaja Kallas,
intransigente quando si parla di Russia, ha incalzato il
segretario di Stato Marco Rubio per capire se, e quando, gli Usa
decideranno di applicare pressioni su Mosca (e non solo
sull’Ucraina) per spingere il Cremlino a più miti consigli,
suscitando il fastidio dell’americano.
Kallas – stando a quanto ha ricostruito Axios – ha ricordato
che Rubio aveva affermato, un anno prima, che se la Russia
avesse ostacolato gli sforzi per porre fine alla guerra gli
Stati Uniti avrebbero esaurito la pazienza e avrebbero adottato
ulteriori misure restrittive. “È passato un anno e la Russia non
ha fatto nulla”, ha detto Kallas, secondo quanto riferito dalle
fonti. “Quando finirà la vostra pazienza?”. “Stiamo facendo del
nostro meglio per porre fine alla guerra ma se pensate di poter
fare di meglio voi, fate pure, noi ci faremo da parte”, ha
ribattuto Rubio alzando la voce. L’ex premier estone, nelle
ultime settimane, ha ribadito più volte che per controbattere
alla linea massimalista della Russia al tavolo dei negoziati è
necessario adottare una posizione altrettanto dura, poiché
altrimenti non si otterranno concessioni: una strategia
apparentemente opposta a quella degli Usa.
“Gli incontri del G7 servono per discutere, confrontarsi,
scambiarsi opinioni, e non solo per seguire un copione: è
proprio quello che è successo durante la sessione”, afferma un
funzionario europeo rispondendo ad una richiesta di chiarimento,
confermando dunque che lo scambio c’è stato. Secondo quanto
riportato da Axios, diversi ministri europei presenti nella sala
sono poi intervenuti per dire che volevano comunque che gli
Stati Uniti portassero avanti la diplomazia tra Russia e Ucraina
e poi, alla fine della riunione, Rubio e Kallas si sono
appartati brevemente per calmare le acque.
Che il momento non è dei più distesi lo conferma però anche
il botta e risposta tra il segretario Usa e Volodymyr Zelensky,
secondo cui l’amministrazione Trump starebbe chiedendo a Kiev di
cedere la regione orientale del Donbass per ottenere le garanzie
di sicurezza dagli Stati Uniti. “È una bugia”, ha dichiarato
senza mezzi termini Rubio. Non è invece una menzogna che gli
attacchi di Mosca non si fermano: oggi 60 droni hanno colpito
Odessa, causando un morto e diversi feriti.
Zelensky in tutto questo è impegnato in un tour nel Golfo che
lo ha visto incontrare i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi
Uniti e Qatar. Le tecnologie ucraine per contrastare i droni
russi – che sono gli stessi di quelli iraniani – sono molto
richieste e Zelensky sta cercando di costruirsi una nuova
agibilità politica nell’area, tradizionalmente neutra
sull’aggressione di Mosca. Il leader ucraino infatti ha firmato
accordi di cooperazione in materia di difesa sia con Riad che
con Doha. “L’Ucraina ha sempre affermato di essere pronta a
condividere le proprie competenze e ad aiutare chi può a sua
volta aiutarci a rafforzare la nostra sicurezza”, ha
sottolineato il presidente ucraino mentre era in Qatar.
Il Cremlino, d’altra parte, continua dritto per la sua strada
premendo sul fronte. Questo però non significa che, dopo quattro
anni di guerra e centinaia di migliaia di vittime tra i soldati
russi, tutto vada a gonfie vele per la Russia. Vladimir Putin
avrebbe ad esempio chiesto agli oligarchi, nel corso di un
incontro a porte chiuse, di contribuire al bilancio della difesa
del Paese, ormai in calo, per poter proseguire l’invasione
dell’Ucraina. Il portavoce dello zar, Dmitry Peskov, ha rigirato
la cosa, assicurando che sono stati gli oligarchi ad offrirsi di
contribuire volontariamente alle casse dello Stato. Sta di fatto
che i quattrini servono. Il ministro dell’Economia, Maxim
Reshetnikov, ha dichiarato recentemente che sta valutando
l’ipotesi d’introdurre un’altra imposta sulle plusvalenze
quest’anno, qualora il rublo continuasse a indebolirsi.
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