Cabinovia, tutti i nodi da sciogliere per la Media Valbisagno: parcheggi di interscambio, espropri e prolungamenti
Genova. Il progetto della cabinovia per la Valbisagno, il cui studio messo a punto dal Politecnico di Milano è stato presentato questa mattina a Tursi, ha davanti a sé un iter molto lungo e sicuramente molto complesso, soprattutto per i vari nodi che si dovranno sciogliere proprio nei territori che attraversa. Con le otto stazioni, 6,5 chilometri di tracciato da Brignole a Molassana, circa 50 piloni (alti al massimo 40 metri), una capacità di 1.200 passeggeri all’ora per direzione, 18 minuti di percorrenza, costi per 140-160 milioni di euro, l’aspettativa è quella di cambiare il volto e la mobilità della vallata, ma nella Media Valbisagno, municipio di arrivo dell’infrastruttura, i punti da spianare sono parecchi.
Per prima cosa il prolungamento fino a Prato, ad oggi solo ipotizzato in un secondo momento. Un “dettaglio”, l’unico, che di fatto condivide con il progetto finale dello fu Skymetro, che infatti non prevedeva l’arrivo fino alla testa della vallata ai confini comunali. Una mancanza criticata anche in campagna elettorale e che oggi però si ripropone per la cabinovia. “Quello dell’allungamento fino a Prato è un tema che potrà essere affrontato come prolungamento dell’opera – ha spiegato Pierluigi Coppola, professore del Politecnico di Milano e responsabile dello studio – certo è che l’utenza potenziale da Molassana a Prato ha una consistenza minore rispetto ad altre tratte, quindi potrà essere raggiunta in una seconda fase”. Una seconda fase che arriverà con già gli assi di forza operativi (oltre che con la cabinovia), cosa che potrebbe in qualche modo “ammortizzare” l’eventuale attesa.
E sul tema delle ramificazioni la partita è del tutto aperta: questa mattina è stata confermata l’anticipazione di Genova24 sulla possibilità di espandere l’impianto verso altre destinazioni. Anzitutto Prato, ma anche le alture con possibili diramazioni verso i Forti, partendo dalla stazione di Staglieno, verso Biscione e Forte Quezzi, partendo dalla stazione di via Bobbio e Sant’Eusebio, partendo dalla stazione della Sciorba. Tutte diramazioni secondarie sulla carta ma che potrebbero di fatto cambiare il volto dell’intera vallata della vita in Media Valbisagno ma con ricadute urbanistiche ancora da valutare e capire.
L’impatto sul traffico dei parcheggi di interscambio
Nel territorio della Media Valbisagno, nella visione del politecnico, sono stati presentati due possibili parcheggi di interscambio. Il primo in via Bobbio, sul tetto della futura nuova rimessa: una possibilità ancora tutta da definire (al momento per la localizzazione della stazione ci sono due ipotesi) ma che andrebbe contro le richieste dei comitati della zona, che avevano chiesto, durante la campagna elettorale, di rivedere il progetto della nuova rimessa eliminando o rivedendo appunto i parcheggi, considerato troppo impattanti per le abitazioni del comprensorio.
Presso la stazione della cabinovia Guglielmetti potrebbe sorgere una stazione di intescambio modale con le linee metropolitane che arrivano dai comuni dell’alta val Bisagno. Anche in questo caso al momento non sono stati affrontati i nodi del traffico e della viabilità per una zona già fortemente “compressa” e che vedrà la realizzazione di una rimessa deposito per i mezzi Amt e l’allargamento del centro commerciale della Coop Valbisagno.
Il nodo San Gottardo
Se Prato può essere considerato come ulteriore prolungamento della linea su funi, ad oggi tra le stazioni è rimasto fuori San Gottardo, quartiere del comprensorio di Molassana ma che di fatto resta un bacino di utenza molto ampio: lo studio del politecnico ha adombrato la possibilità di aggiungere in variante una stazione proprio nel quartiere ma è ancora da capire come potrebbe cambiare il tracciato tra le stazioni di Guglielmetti, Sciorba e Molassana.
Il nodo dei possibili espropri
Stando ai render portati oggi dal politecnico, l’impatto sul già costruito è decisamente minore rispetto ad altre opere. Restano tuttavia dei nodi da sciogliere per la stazione “Sardegna”, che di fatto potrebbe cancellare i frequentati sebbene piccoli giardini di via Cagliari. Ma non solo: le stazioni di Sciorba e Molassana potrebbero sovrapporsi a zone oggi dedicate al parcheggio e molto utilizzate da residenti e frequentatori rispettivamente degli impianti sportivi e dei negozi di Molassana.

La stazione di Staglieno
E poi il nodo dei marmisti. Come anticipato in conferenza stampa, la stazione di Staglieno, considerata strategica per l’accesso al cimitero monumentale e per la possibile linea collinare per i forti, insisterà su quello che oggi è il distretto dei laboratori dei marmisti, che da almeno due secoli fanno parte dell’indotto del grande campo santo. Stando ai render è probabile che si debba procedere a qualche esproprio, anche se durante la presentazione si è parlato di riqualificazione. Anche questo è un nodo da sciogliere.
La condivisone con il territorio
“Mi fa molto piacere che finalmente si può parlare sulla base di uno studio serio con i dati aggiornati – ha commentato a caldo il presidente del Municipio IV Media Valbisagno Lorenzo Passadore – è un’ottima base di partenza. Ora serve la condivisione di tutti i dati raccolti per partire con un’ampia condivisione con il territorio, come già annunciato dalla sindaca”.
“Chiaramente questo studio non è un progetto – ha sottolineato Passadore – e deve partire un percorso partecipato approfondito per arrivare eventualmente a definire tutti i dettagli. Una strada che non mi preoccupa ma che deve essere fatto con ascolto e disponibilità. Ci sono dei nodi da sciogliere, come il prolungamento fino a Prato, da sempre richiesto dal territorio: certo che la valutazione fatta dal Politecnico affonda ancora una volta l’idea che fu dello Skymetro”.
Poi si apriranno i nodi delle stazioni e dei vari posizionamenti: “Si dovrà entrare nel dettaglio, e tutto è ancora da verificare al centimetro – ha concluso Passadore – il percorso di condivisione con il territorio sarà fondamentale”.





