Friuli Venezia Giulia

locale più sicuro della città


Personale della Questura e della Polizia locale, effettivi dei carabinieri, della Guardia di finanza (presente pure con le unità cinofile), dell’ispettorato del lavoro, dei vigili del fuoco e dell’Azienda sanitaria Friuli centrale. Un totale di 60 persone. Sono stati i protagonisti, mercoledì sera dalle 23 in poi, di un’operazione che ha portato al deferimento di Luca Zugan, titolare del Bire di piazzale Osoppo e alla sospensione temporanea dell’attività fino alla regolarizzazione delle posizioni considerate non a norma. 

Cosa non va per le autorità

Tra le irregolarità contestate all’esercente ci sono l’uso di personale non regolarizzato, la mancanza di agibilità per il pubblico spettacolo e presunte gravi carenze nella sicurezza. Nel momento in cui sono scattate le verifiche il Bire era molto frequentato, essendo il riferimento cittadino principale per la serata universitaria del mercoledì.

L’origine dei controlli

In base a quanto diffuso dalla Questura con una nota ufficiale “a seguito dei tragici fatti avvenuti a capodanno a Crans-Montana, il Ministero dell’Interno ha emanato direttive ferree per innalzare i livelli di sicurezza nei luoghi ad alta densità di pubblico”.

“Discoteca abusiva”

“Al momento dell’ingresso degli agenti, la situazione è apparsa chiara” si legge nella nota diffusa dagli uffici di viale Venezia, “il locale era stato trasformato in una sala da ballo senza le necessarie autorizzazioni” con “luci stroboscopiche, musica diffusa da un dj e una pedana centrale affollata di avventori intenti a ballare”. Tutto questo per chi ha effettuato i controlli ha permesso che si concretizzasse “l’ipotesi di pubblico spettacolo non autorizzato”.

Gli esiti

Il titolare, come anticipato, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica per “violazione dell’articolo 681 del Codice Penale (mancanza dell’agibilità prevista dal Tulps). A questo si aggiungono sanzioni amministrative per la vendita al dettaglio abusiva e l’assenza della cartellonistica obbligatoria, per un totale che sfiora i 4mila euro”. Gli ispettori del lavoro hanno evidenziato la presenza di un lavoratore non regolare e “l’assenza del documento di valutazione dei rischi, pilastro fondamentale per la tutela della salute dei dipendenti”. La mancanza del documento ha fatto scattare la sospensione dell’attività. Per riaprire il titolare dovrà regolarizzare la posizione del dipendente, redigere i documenti di sicurezza e pagare sanzioni che, tra ammende penali e sanzioni amministrative potrebbero variare tra i 2mila e 500 e i 10mila euro. La Guardia di finanza ha rilevato anomalie come la verificazione periodica dei registratori di cassa, mentre i Vigili del fuoco hanno riscontrato violazioni agli obblighi di prevenzione incendi. Infine, l’Aufc ha notificato prescrizioni per “lievi carenze igieniche” a cui si dovrà adempiere nel breve periodo.

La replica

“Non si stava affatto ballando” replica Luca Zugan, che ha ben chiara la sua posizione. “Noi non facciamo discoteca”, spiega. “Il dj c’era, certo. Non è vietato mettere della musica, ma non c’è stato nessun tipo di animazione, non c’era questo genere di offerta. Avevamo solo una persona che, come detto, metteva delle canzoni. In città ci sono altri 22 locali che fanno esattamente la stessa cosa, con regolarità e nella legalità esattamente come noi al Bire, e non ho notizia di controlli così serrati nei loro confronti”. Riguardo alla questione sicurezza, poi, Zugan quasi sorride pensando a quanto viene mosso nei suoi confronti. “Gli standard di tutela dei clienti da noi sono massimi. Chi conosce il posto sa benissimo a cosa mi riferisco. Vi sfido a trovare un luogo a Udine con scale così grandi e larghe e porte così ampie per un’eventuale fuga. Scherzando dico sempre che se ci dovesse essere un attacco nucleare il Bire è il luogo più sicuro dei dintorni. Il signor Chiurlo, che fece costruire lo stabile, era ossessionato dalla paura del terremoto. Per questo i muri sono indistruttibili. Pensi che nei sotterranei ci sono 40 centimetri di cemento armato. Davvero il Bire è a prova di bomba”. E la mancanza del documento di valutazione rischi? “Il documento c’è. Non sono stato in grado di esibirlo, perché della parte amministrativa si occupava in toto la mia socia, che è mancata di recente. Devo solo recuperarlo tra la montagna di password e scartoffie che ho a disposizione”.
 

 


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