Molise

Microplastiche, l’allarme degli esperti a Termoli: “Sono ovunque, dai mari al sangue umano” | isNews

Il Lions Club Termoli Host promuove un convegno scientifico sui rischi per la salute e l’ambiente: nel Mediterraneo presto ci sarà più plastica che pesci


TERMOLI. Le microplastiche sono particelle invisibili che ormai permeano gli ecosistemi, le catene alimentari e persino l’organismo umano, con effetti potenzialmente devastanti. Di questa “eredità invisibile” si è discusso venerdì 27 marzo 2026 presso l’Auditorium Comunale di Via Elba a Termoli, in un convegno di alto profilo scientifico organizzato dal Lions Club Termoli Host.

I lavori sono stati aperti dal presidente del club, Nicola Muricchio, che ha sottolineato l’urgenza di sensibilizzare l’opinione pubblica su una minaccia spesso sottovalutata. Il professor Pasquale Avino, docente di Chimica Analitica e Ambientale all’Università degli Studi del Molise, ha illustrato come questi frammenti inferiori al millimetro abbiano formato sei immense “isole di plastica” negli oceani, entrando nei nostri piatti attraverso acqua minerale, pesce, sale, zucchero, birra e miele. Avino ha inoltre evidenziato come tali particelle siano presenti anche nell’aria sotto forma di aerosol inalabile.

Le ricercatrici Unimol Fabiana Carriera e Cristina Di Fiore hanno approfondito gli impatti specifici nei diversi ambienti. Carriera ha descritto come le fibre sintetiche si accumulino nelle abitazioni, specialmente in inverno, mentre Di Fiore si è concentrata sull’inquinamento in agricoltura. L’uso di plastiche per l’irrigazione non smaltite correttamente contamina il suolo e aumenta le emissioni di metano e CO2, accelerando il cambiamento climatico. Entrambe hanno ribadito la necessità di individuare soluzioni pratiche ed economiche al problema.

Particolarmente inquietante il quadro clinico delineato dalla professoressa Maria Agnese Della Fazia, biologa dell’Università di Perugia, che ha parlato di rischi epigenetici: queste particelle alterano l’espressione genetica sin dall’embriogenesi, creando una “memoria tossica” che persiste per generazioni. La presenza di additivi come i PFAS in prodotti quotidiani quali dentifrici e cosmetici agisce da “spugna” per i metalli pesanti, causando infiammazioni croniche e danni alla fertilità. “Nel Mediterraneo, senza provvedimenti rapidi, ci sarà presto più plastica che pesci” ha avvertito la docente.

Il professor Giuseppe Servillo, anch’egli docente a Perugia, ha collegato l’esposizione quotidiana a patologie emergenti, citando il rilevamento di microplastiche nei vasi sanguigni e negli organi umani durante le autopsie. Tali contaminazioni sono associate a stress ossidativo, arteriosclerosi, demenza, menarca precoce e tumori al colon, ai polmoni e alla mammella, anche sotto i 50 anni. La rivista Lancet raccomanda addirittura una disintossicazione di almeno sei mesi prima di una gravidanza.

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Maggiani, Governatore del Distretto Lions 108A, che ha ribadito la missione dell’associazione nella tutela della salute, ricordando progetti come ‘Martina’ per la prevenzione oncologica nelle scuole. L’evento si è chiuso con un appello corale a cittadini, imprese e istituzioni per ridurre drasticamente l’uso di plastica monouso e adottare stili di vita più sostenibili.


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