Veneto

La guerra in Iran costa alle imprese e famiglie padovane 199milioni di euro


Un conto molto salato: oltre 199 milioni di euro in più. Questa la stima dell’impatto dell’incremento dei costi energetici, legato al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, sulle famiglie e sulle imprese padovane: il dato è stato elaborato dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Padova che in un’analisi ha fotografato le conseguenze della guerra sul territorio. La stima è ottenuta dall’incrocio fra i dati dei consumi 2024 forniti da Terna, ultime rilevazioni disponibili, con il costo all’ingrosso dell’elettricità in Italia, basato sul PUN, prezzo unico nazionale. Nel corso del 2024 i consumi elettrici nel territorio provinciale sono stati nel complesso pari a 6690,6 Gwh, per il 21% derivanti dal mercato domestico e per la parte restante dalle imprese, con il manifatturiero che ha assorbito da solo 2,235 Gwh, un terzo dei consumi totali.

Se il prezzo medio si dovesse mantenere in linea con quello rilevato a partire dal primo marzo, valore aggiornato al 26 marzo, data dello scoppio del conflitto, a parità di consumi. l’incremento dei costi si avvicinerebbe quindi alla soglia dei 200 milioni, per una spesa totale di 799 milioni nel corso dell’anno. Anche in uno scenario più positivo, ovvero una risoluzione del conflitto nei prossimi giorni, l’effetto combinato dei costi già sostenuti nell’ultimo mese e degli aumenti che si erano già registrati indipendentemente dal conflitto porterebbe a un costo aggiuntivo di 85 milioni.

Se a farne le spese saranno tutte le imprese, di ogni settore e classe dimensionale, l’impatto maggiore si abbatterà sulle realtà che operano nei settori energivori come siderurgia, alimentare, chimica, farmaceutica e lavorazione della plastica. Secondo i dati CSEA, 123 unità della provincia di Padova risultano iscritte come aziende energivore, ovvero operanti in settori ad alta richiesta di corrente e con consumi annui superiori a 1 GWh. Altre 23 imprese sono invece classificate come gasivore, ovvero aziende che per svolgere le proprie attività necessitano di grandi quantità di gas. Il numero assoluto di imprese energivore o gasivore, 145, è apparentemente esiguo, ma l’analisi delle caratteristiche strutturali di queste imprese evidenzia come si tratti di insediamenti molto rilevanti per il sistema economico provinciale: tre occupano infatti oltre 500 dipendenti, nove si collocano nell’intervallo 250-499 e 34 tra i 100 e i 249, le restanti hanno meno di 100 dipendenti. Si tratta, in altri termini, di realtà strutturate che impiegano una quota consistente di forza lavoro e le cui eventuali difficoltà potrebbero generare ripercussioni significative a livello occupazionale e sociale.

«L’aumento dei costi energetici rappresenta un fattore di criticità anche per il nostro sistema economico – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio Santocono – le imprese padovane, già esposte a numerosi fattori di incertezza negli ultimi anni, stanno affrontando una forte pressione che rischia di incidere sulla competitività. È necessario un intervento rapido e coordinato a livello nazionale ed europeo per contenere i costi e sostenere il tessuto produttivo con misure strutturali».


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