Economia

Poltrona Frau, per la Cassazione l’ad passò al suocero informazioni privilegiate

MILANO – Utilizzò informazioni privilegiate per acquistare titoli di Poltrona Frau a pochi giorni dall’annuncio che cambiò gli equilibri dello storico marchio marchigiano. La Cassazione mette così la parola fine a una storia lunga dodici anni e che porterà il signor Romano Rivadossi a una sanzione Consob per abuso di mercato di 80 mila euro, ridotta in appello da 150 mila e poi confermata dalla Corte.

Acquisti ad hoc in Borsa

Un po’ di storia. Il 5 febbraio 2014 Haworth annuncia di acquistare dai soci di maggioranza il 58,6 per cento di Poltrona Frau e lancia un’Opa sul resto del capitale. Alla vigilia del comunicato, come ricostruisce Corriere.it, il signor Romano Rivadossi piazza un ordine da 13 mila azioni, comprate poi con un limite di prezzo a 2,45 euro, ben oltre i corsi di Borsa di allora. Un investimento avventato? Per la Consob, la Corte di Appello di Milano – e ora anche per la Cassazione – no: Rivadossi riceveva informazioni privilegiate dal genero, Dario Rinero, manager di lungo corso che allora ricopriva il ruolo di amministratore delegato proprio di Poltrona Frau. Oggi guida Haworth Lifestyle, che controlla il marchio.

Non era la prima volta. Tra il 28 ottobre 2013 e il 4 febbraio 2014, scrive la sentenza riportata dal Corriere, Rivadossi acquista un «ingente quantitativo di azioni Poltrona Frau» tramite due intermediari. Nel complesso si parla di 108 mila azioni acquistate, con una vendita intermedia di 20 mila.

Il parere della Corte

Secondo i giudici l’uomo era “fortemente risoluto” ad assicurarsi il maggior numero possibile di titoli, “praticamente ad ogni costo”. La loro attenzione si concentra su quell’ordine del 4 febbraio, così vantaggioso rispetto ai prezzi di mercato che venne “immediatamente eseguito”. Ecco che, secondo la Cassazione, la coincidenza tra le telefonate fra genero e suocero e gli acquisti di azioni assume i contorni della “spiegazione più plausibile” di come Rivadossi abbia saputo dell’imminente cambio di proprietà.

La tesi della difesa

Per anni la difesa ha sostenuto che il suocero potesse aver intuito da solo della vendita della società. Ma per i giudici quel comportamento era “anomalo”, anche perché il signor Rivadossi mentre acquistava azioni di Poltrona Frau vendeva quelle di altre società, tra cui Saipem, finché nei suoi conti non restarono solo che esposizioni all’azienda guidata dal genero. Insomma, “un’incondizionata scommessa” su una sola società.


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