«Stop ai social network per gli under 14»
La professoressa accoltellata in provincia di Bergamo da un suo studente è soltanto l’ultimo di una serie incredibile di episodi di violenza che vede i giovani adolescenti protagonisti in negativo. Ancora una volta è stato evidenziato come l’aggressore, non imputabile, si sia avvalso della “diretta social” per enfatizzare il suo piano criminale. Segnale questo di come ormai i giovani vedano la realtà non più nella concretezza della quotidianità, ma attraverso il virtuale. Sono innumerevoli nel recente passato le imboscate di baby gang che hanno filmato il pestaggio delle loro vittime, divulgando poi in “rete” le loro azioni criminali. Ebbene, di fronte a questo problema sociali, non più trascurabile, è intervenuto oggi 28 marzo il presidente del Veneto, Alberto Stefani.

«Occorre cambiare prospettiva e rimettere al centro la salute dei giovani e il loro benessere psicologico. Ne va della sicurezza delle famiglie e del futuro della nostra comunità». Il presidente si appella ora alla politica anche alla luce dei recenti fatti di cronaca: «L’ultimo disegno di legge che ho firmato da componente della camera dei deputati va in questa direzione e prevede lo stop all’utilizzo dei social network per i minori di 14 anni. A quell’età i giovani hanno bisogno di esperienze vere e incontri reali, non di finzione. E, soprattutto, devono essere tutelati dal rischio di emulazioni e dall’esposizione a contenuti violenti che possono influenzarli e spingerli a commettere reati nel mondo reale». Ha concluso: «La Regione del Veneto sta facendo la sua parte per promuovere il benessere psicologico e prevenire forme di disagio. Il testo che ho depositato nei giorni scorsi, per l’istituzione dello psicologo territoriale, ne è un esempio. Ma, di fronte a quanto succede nel nostro Paese, e sulla scorta delle parole pronunciate dai genitori del tredicenne di Bergamo, non possiamo più aspettare».
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