il sindaco di Castel Frentano replica all’opposizione

In relazione alle ricostruzioni diffuse dal gruppo di opposizione Viviamo Castel Frentano riguardanti l’obelisco monumentale collocato in piazza dell’Assunta, a Castel Frentano, il sindaco Mario Verratti e la sua amministrazione replicano con “una ricostruzione puntuale, documentata e amministrativamente verificabile dei fatti, fondata esclusivamente sugli atti ufficiali esistenti”.
Il 15 luglio 2025, il comando della polizia locale ha disposto la rimozione temporanea della recinzione metallica posta a protezione del monumento, a causa del grave deterioramento della struttura che presentava, spiega il primo cittadino “evidenti condizioni di instabilità, deformazione e ammaloramento tali da configurare un concreto rischio di ribaltamento per i numerosi pedoni che quotidianamente attraversano la piazza”.
La circostanza, spiegano, è stata formalmente comunicata alla Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara, con nota comunale prot. n. 8509 del 31 luglio 2025, dopo una comunicazione informale.
Nella stessa nota, si precisava che la recinzione non era stata eliminata, ma temporaneamente rimossa e trasferita nel deposito comunale in località Fonte Profice, dove risulta integralmente custodita e conservata in ogni sua parte.
“La sua presenza nel deposito – spiegano gli amministratori – è circostanza oggettivamente verificabile mediante sopralluogo”.
Con nota n.9577, acquisita al protocollo il 2 settembre 2025, la Soprintendenza ha fornito formale riscontro. “L’autorità ministeriale – spiegano – richiamando le disposizioni del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 — Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio — ha preso atto della comunicazione e delle motivazioni addotte. Ha riconosciuto che l’intervento provvisorio di messa in sicurezza era giustificato ai sensi dell’articolo 27 del medesimo decreto, autorizzandolo con specifica prescrizione: l’intera recinzione doveva essere conservata in ogni sua parte, custodita in luogo sicuro, con espresso divieto di distruzione o danneggiamento”.
“L’operato dell’amministrazione comunale – rivendicano Verratti e i suoi – si è dunque svolto nel pieno rispetto della normativa vigente e in piena collaborazione istituzionale con il ministero della Cultura: non decisioni arbitrarie, ma un percorso amministrativo rigoroso, dettato da esigenze di sicurezza pubblica e rispetto del patrimonio culturale”.
Inoltre, il sindaco rassicura che “non c’è alcuna intenzione di spostare il monumento. Quella che è circolata – spiega – era unicamente una verifica preliminare di fattibilità, rimasta tale. L’obelisco dedicato alla Madonna della Selva, con il monogramma appositamente scolpito e la sua cancellata coeva, nasce per un motivo preciso in quel punto esatto della piazza: spostarlo significherebbe privarlo della sua sede originaria e alterarne il valore storico e devozionale in modo irreversibile. Questa amministrazione comunale non lo consentirebbe”.
“Il monumento – aggiungono – riversa da decenni in uno stato di degrado che precede di gran lunga questo mandato amministrativo. Se l’attenzione suscitata da questa vicenda potesse tradursi in un impegno collettivo per il suo restauro conservativo, riportando al suo splendore originario l’obelisco, sarebbe il solo esito degno di questa discussione”.
Infine, il sindaco e l’amministrazione comunale si impegnano a reinstallare, una volta restaurata, sistemata e posta in sicurezza, la recinzione che, come evidenziato anche dalla Soprintendenza, è parte integrante dell’obelisco.
“Qualsiasi intervento futuro – concludono – verrà condotto con il pieno coinvolgimento della cittadinanza, della parrocchia e della Soprintendenza. Non è questo il tempo delle polemiche: è il tempo della cura. L’amministrazione comunale resta a disposizione degli organi di informazione per ogni approfondimento e per la consultazione diretta degli atti amministrativi richiamati nel presente comunicato”.
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