Lazio

il Campidoglio lancia il maxi piano per l’edilizia pubblica

Roma prova a cambiare pelle partendo dalle fondamenta delle sue case popolari. Dopo anni di interventi frammentati, spesso dettati dall’emergenza, il Campidoglio avvia un piano strutturale da 80 milioni di euro in quattro anni per rimettere mano in modo organico al patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Non più lavori tampone, ma una strategia che punta a prevenire il degrado prima che diventi irreversibile. È questo il cuore della nuova linea tracciata dall’Assessorato al Patrimonio, che segna una discontinuità netta con il passato: si passa dalla logica del “guasto da riparare” a quella dell’infrastruttura da rigenerare.

Il salto è evidente anche nei numeri. Se fino al 2024 le risorse destinate alla manutenzione erano limitate, oggi si parla di 20 milioni l’anno, con un incremento esponenziale rispetto agli stanziamenti precedenti.

Un investimento che si traduce in interventi profondi: rifacimento completo degli impianti idrici ed elettrici, sostituzione delle colonne di scarico, recupero di coperture e lastrici per decine di migliaia di metri quadrati.

L’obiettivo è chiaro: evitare che infiltrazioni, umidità e impianti obsoleti continuino a compromettere la vivibilità degli alloggi, costringendo migliaia di famiglie a convivere con disagi cronici.

Sul territorio, la macchina dei cantieri è già in movimento. Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti circa 4.500 interventi, con un’accelerazione significativa nell’ultimo anno.

A cambiare è anche l’organizzazione operativa: le squadre di manutenzione vengono rafforzate, passando da due a sette per ogni lotto, per garantire tempi più rapidi e interventi più capillari.

La mappa dei lavori attraversa tutta la città, con particolare attenzione ai quartieri storicamente più fragili: da Vigne Nuove al Quarticciolo, da Casal de’ Pazzi a Tor Tre Teste, fino ad arrivare a Ostia e Bastogi. Aree dove, in molti casi, gli interventi strutturali mancavano da oltre un decennio.

Tra i cantieri simbolo spicca quello di Ostia, in viale Vasco de Gama, dove oltre 250 alloggi degli anni Settanta saranno oggetto di una riqualificazione profonda da 13 milioni di euro, con interventi che puntano anche all’efficienza energetica.

A Tor Bella Monaca, invece, i lavori sono già partiti e riguardano non solo le reti impiantistiche ma anche gli interni degli appartamenti, con il rifacimento di bagni e infissi e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Interventi analoghi sono in corso anche in altre zone della città, dove la sostituzione delle vecchie colonne di scarico sta finalmente risolvendo problemi storici come muffe e infiltrazioni, restituendo condizioni abitative più dignitose agli inquilini.

Il percorso, però, è solo all’inizio. Il patrimonio da recuperare è vasto e stratificato, frutto di anni di manutenzioni insufficienti e ritardi accumulati. Ma la direzione sembra tracciata: trasformare l’edilizia pubblica da emergenza permanente a sistema efficiente.

“Il lavoro che resta da fare è tanto e non è facile” dichiara l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi. “È un piano che forse andava avviato vent’anni fa. Oggi finalmente passiamo dal rattoppo alla dignità dell’abitare”.

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