Liguria

Arresto in un hotel di lusso, assolto il turista: “Ha fatto resistenza, ma i fatti sono di lieve entità”


Genova. Per il giudice Marco Canepa H.J, il turista 49enne arrestato da quattro carabinieri il 2 novembre 2025 in un hotel di lusso a Sestri Levante, ha effettivamente fatto resistenza ai militari che volevano identificarlo ma l’ha fatto in forma ‘tenue’ e per questo l’ha assolto dal reato, così come da quello di lesioni.

Un’assoluzione “non piena” che non soddisfa il difensore del turista, l’avvocato Salvatore Calandra che ha preannunciato il ricorso di appello per chiedere l’assoluzione piena, che aveva chiesto anche la pm Sabrina Monteverde.

Da quell’arresto, come spiegato da Genova24 in questo articolo, era scaturita un’inchiesta parallela che vede indagati i quattro militari dell’Arma per falso, calunnia, tentata estorsione e uno di loro anche per lesioni.

A chiamare i militari dell’Arma era stato il direttore dell’hotel per un cliente infuriato che aveva minacciato di far chiudere l’albergo sostenendo che gli era stato rubato un orologio da 10mila euro. L’uomo, che risiede a Strasburgo e proviene da una famiglia molto facoltosa, aveva pagato un acconto ma quel giorno, nonostante fosse l’ultimo giorno di apertura di stagione dell’albergo, secondo il direttore dell’hotel, non voleva andarsene.

All’arrivo dei militari che gli avevano chiesto i documenti lui li aveva tirati fuori, ma secondo la versione dei carabinieri avrebbe reagito tanto da rendere necessario il suo “contenimento” visto l’ “evidente stato di alterazione psicofisica”. Secondo altre testimonianze lui i documenti li aveva mostrati ma non voleva consegnarli ai militari. A quel punto era stato preso per un braccio e i documenti erano finiti a terra e i militari avevano deciso di contenerlo: ne era nata una vera e propria colluttazione. Per il giudice tuttavia i carabinieri avevano agito correttamente in quella fase perché “si deve evidenziare, da un lato, il fatto che i pubblici ufficiali hanno la possibilità di usare la forza, in maniera proporzionata, al fine di procedere l’identificazione di una persona e, addirittura, hanno la possibilità di accompagnare tale persona negli uffici di polizia per procedere all’identificazione, in tal modo limitando addirittura la libertà personale” scrive il giudice che aggiunge che “la persona che rifiuta l’identificazione non può opporsi a quanto sopra, nemmeno ponendo in essere condotte di resistenza passiva”.

Resta in piedi al momento l’indagine a carico dei quattro militari, difesi dall’avvocato Giuseppe Gallo. Secondo quanto riferito dal medico e amico dell’uomo prima di essere portato in ambulanze e in ospedale il 49enne aveva solo “una piccola escoriazione” mentre quando ne era uscito – il medico del pronto soccorso aveva negato il trattamento sanitario obbligatorio ritenendolo non necessario – aveva “lesioni al volto, ematomi sul corpo, dolore al polso destro e possibile lesione del nervo della mano, elementi che evidenziavano il fatto che, in ambulanza e durante la permanenza in ospedale, era stato contenzionato, forse anche picchiato, comunque non accudito in maniera adeguata”.

Il reato di tentata estorsione nasce invece che dal fatto che i quattro, tramite il loro avvocato, avrebbero chiesto al 49enne un risarcimento di 35mila euro per le lesioni subite. Lesioni che secondo il giudice Canepa ci sono state ma sono state “limitate”. Sui reati ipotizzati nei confronti dei militari dell’Arma la pm Monteverde sta conducendo diversi approfondimenti per decidere poi se esercitare l’azione penale nei loro confronti o chiedere l’archiviazione.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »