Stadio-Clinica, Anibaldi: «Valutazioni in corso, una soluzione con la Regione è possibile»

di M.F. e M.R.
Valutazioni in corso ma anche fiducia nella buona riuscita dell’opera, scavalcando così l’impasse. Questi i concetti chiave che emergono dalle parole di Sergio Anibaldi, project manager di ‘stadio-clinica’ e assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Terni, che ai microfoni di Umbria24 ha spiegato la situazione attorno al progetto più discusso dell’intera regione da almeno tre anni a questa parte.
Valutazioni in corso «Stiamo facendo uno studio della sentenza – dichiara -. Abbiamo delle riunioni programmate già da lunedì, faremo una serie di valutazioni e quando avremo un quadro a 360 gradi dal punto di vista giuridico-legale e tecnico-amministrativo capiremo come agire. I risvolti del pronunciamento del Tribunale amministrativi – osserva – vanno inquadrati sotto molteplici punti di vista. Di mezzo la convenzione per l’utilizzo dello stadio, l’agibilità e tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare in prospettiva. Ma se non studiamo attentamente, rischiamo di fare valutazioni errate». Il ricorso al Consiglio di Stato, da parte del Comune di Terni, dunque, dipenderà dall’esito degli approfondimenti in programma.
L’accordo con la Regione Umbria A sentire Palazzo Spada, resta comunque sul tavolo anche l’opzione ‘diplomatica’ che potrebbe portare a una buona riuscita del progetto senza passare nuovamente per la magistratura amministrativa: «La Regione – dichiara Anibaldi – fino al momento del ricorso non ha avuto nessun contatto col Comune, l’ultimo giorno utile è arrivato il ricorso e da lì la Regione ha dato disponibilità al dialogo chiedendo al Comune di ritirare la determina. Non si è trovato un accordo e si è arrivati alla sentenza. Secondo me, se c’è la volontà, si può trovare il modo di superare gli ostacoli. La sentenza del Tar dice che il motivo è che al momento della conferenza dei servizi non c’erano i posti letto e che poi l’assenso l’avrebbe dovuto dare la Regione. Ma tutto quanto è superato dal fatto che nella conferenza dei servizi i posti letto non c’erano e poi sono stati assegnati, per di più si è giudicato senza entrare nel merito e non valutando il diritto: il Tar ha detto solo quello che c’era scritto nella conferenza dei servizi. Ma anche alla luce della sentenza, se si trova accordo, il progetto può vedere la luce».
Ternana e Unicusano non trovano l’accordo Intanto, nella mattinata di venerdì, come riportato da Tag24 Umbria, in uno studio notarile si è verificato il mancato accordo tra Ternana e Unicusano sulla cessione del ramo d’azienda della clinica in favore dell’università telematica. L’assessore del Comune ha commentato così la vicenda: «Ternana e Unicusano non hanno trovato la sintesi per firmare l’atto definitivo. C’era un preliminare sottoscritto ma in virtù della sentenza del Tar ci sono effetti che condizionano l’atto definitivo. So che Unicusano ha dato disponibilità a garantire il suo impegno a prelevare il ramo d’azienda perché i Rizzo si erano tirati indietro, chiaramente condizionando questo impegno agli effetti della sentenza. Non c’è stato un accordo sui termini di doverlo aggiornare all’esito della sentenza del Tar. Le parti si sentiranno e capiranno».
Stadium «Il titolare del progetto è la Ternana, attraverso la società Stadium – aggiunge Anibaldi -, che avrebbe incassato 14 milioni come contributo della cessione del ramo d’azienda per fare lo stadio. Senza la sentenza quel contratto sarebbe stato firmato. Se oggi si riaprisse l’accordo con il permesso di costruire tornerebbe tutto come prima e così i rossoverdi avrebbero i 14 milioni». Una cifra che forse rappresenterebbe un appiglio in una situazione economico-finanziaria del club che sarebbe in caduta libera, alimentando i sospetti di un possibile disimpegno della società rossoverde, chiusa da giorni in un silenzio assordante.
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