Lazio

400 milioni di euro per le ex Caserme

C’è una data cerchiata in rosso sul calendario dell’urbanistica romana: tra settembre e ottobre 2026, le ex caserme di via Guido Reni inizieranno ufficialmente la loro seconda vita.

Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna la fine di un lungo stallo burocratico e l’inizio di una delle operazioni di rigenerazione più ambiziose degli ultimi anni nella Capitale.

Dopo anni di attese, carte bollate e passaggi istituzionali, il progetto prende finalmente forma. L’annuncio è arrivato durante la presentazione del fondo “Impact”, con cui Coima SGR ha acceso i riflettori su un intervento destinato a ridisegnare il volto del quartiere Flaminio.

Un progetto internazionale: da Abu Dhabi a Roma

A dare ulteriore peso all’operazione è l’ingresso di un partner globale: Eagle Hills, società con base ad Abu Dhabi e protagonista di alcuni dei più imponenti sviluppi immobiliari internazionali.

Accanto a Coima e a Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo emiratino porterà competenze soprattutto nel settore alberghiero e nella gestione di grandi complessi urbani.

Un asse Roma–Medio Oriente che vale oltre 400 milioni di euro e che punta a trasformare un’area per anni rimasta sospesa in un nuovo polo urbano integrato.

Dal vuoto urbano a un nuovo quartiere

L’area, circa 15 ettari nel cuore del Flaminio, sarà completamente ripensata. Il progetto prevede la realizzazione di un distretto multifunzionale da oltre 45 mila metri quadrati, dove convivranno funzioni diverse:

residenze private di nuova generazione

alloggi a canone calmierato destinati all’housing sociale

spazi commerciali e servizi

strutture ricettive di fascia alta

Non solo edifici, ma un’idea di città contemporanea, capace di mescolare abitare, lavoro e servizi in un unico ecosistema urbano.

immagine di repertorio

Impatto economico e lavoro

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo immobiliare che guarda al lungo periodo. I numeri raccontano la portata dell’operazione: migliaia di posti di lavoro attivati lungo la filiera, miliardi di euro di ricadute economiche e un contributo significativo al prodotto interno lordo.

Un progetto che non riguarda solo il quartiere Flaminio, ma che ambisce a diventare un modello per la trasformazione urbana della Capitale.

Una scommessa per la nuova Roma

Dopo anni di immobilismo, l’area di via Guido Reni si prepara così a diventare un laboratorio di città europea, dove capitale pubblico e investimenti privati provano a dialogare per colmare vuoti storici.

La vera sfida, ora, sarà rispettare tempi e promesse. Perché se il cantiere segnerà l’inizio della trasformazione, sarà la qualità del risultato finale a stabilire se Roma è davvero pronta a cambiare passo.

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