Inchiesta Karpanthos nella Presila catanzarese, la Dda sollecita 14 condanne pesanti I NOMI
Si chiude con una raffica di richieste di condanna l’intervento della Dda di Catanzaro nell’ambito del procedimento, scaturito dall’operazione Karpanthos, che si sta svolgendo dinanzi al Tribunale di Crotone. L’operazione contro la ’ndrangheta scattò nel settembre 2023, portando all’esecuzione di 52 misure cautelari e determinando anche risvolti politici con lo scioglimento del Comune di Cerva. La pm Veronica Calcagno ha formalizzato le richieste sulla base delle conclusioni rassegnate in udienza, delineando un quadro accusatorio articolato e chiedendo pene significative per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. La richiesta più elevata riguarda Pietro Paolo Scalzi, per il quale è stata invocata una condanna a 18 anni di reclusione e 6mila euro di multa. Per Venanzio Scalzi, invece, la Dda ha chiesto 15 anni di reclusione e la stessa sanzione pecuniaria, con l’aggravante della recidiva. Pene più contenute, ma comunque rilevanti, sono state richieste per Rosario Severini (4 anni e 6 mesi), Antonio Scerbo (4 anni e 10mila euro di multa) e Giuditta Gaglione (2 anni di reclusione). Per Giuseppe Colosimo la richiesta ammonta a 9 anni di carcere e 10mila euro di multa. Dodici anni di reclusione sono stati richiesti per Alessandro Cropanese, considerato il ruolo complessivo nei numerosi capi d’imputazione contestati. Cinque anni e 12mila euro di multa per Angelo Elia, mentre per Berlingeri David la richiesta è di 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa, con riqualificazione del reato ai sensi dell’articolo 73 del Dpr 309/90. Per Giulietta Ascone e Luciano Ascone la Dda ha chiesto 12 anni di reclusione ciascuno e 4mila euro di multa. Dieci anni e sei mesi la richiesta per Giovanni Greco, mentre per Leonardo Zoffreo sono stati chiesti 6 anni e 1.500 euro di multa. Infine, per Giovanni Antonio Evalto la richiesta è di 7 anni di reclusione. Diversa la posizione di Serrao Francesco, per il quale è stata pronunciata richiesta di non doversi procedere per estinzione del reato a seguito del decesso. Le richieste della Procura rappresentano un passaggio cruciale del processo, che ora entra nella fase decisiva. Spetterà al Tribunale di Crotone valutare il complesso delle prove e delle argomentazioni difensive prima di arrivare alla sentenza. Le difese inizieranno le loro arringhe a partire dal 30 aprile.
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