Igor Protti e Bari, la lunga storia d’amore finisce in un film
Una nostalgia profonda ci pervade quando con la mente ripercorriamo gli anni 90. Chiunque li abbia attraversati, sa cosa siano stati. Per i baresi la domenica profumava di tradizioni a partire dal mattino: ci si svegliava sempre sentendo nell’aria l’odore del ragù con le brasciole, un rito sacro che bolliva fin dalle prime ore accanto alla ciclatera che fumante annunciava il giorno del riposo. Era il giorno in cui tutta la ‘sagrada familia’, si riuniva intorno a un tavolo, gustando il pranzo succulento e aspettando il momento delle paste: una ‘guantiera’ carica di zucchero planava sulla tovaglia buona e i piccoli eravano lì con tanto di acquolina in bocca. Nel frattempo una voce, sempre la stessa, quella di Michele Salomone, usciva dalla radiolina per raccontare le gesta dei “Galletti”: il nonno in poltrona con la coperta sulle ginocchia diventava una statua di cera, accanto il figlio padre e a cerchio i cugini che sotto braccio custodivano come un bene prezioso l’album delle figurine Panini.
La Bari di Igor Protti scendeva in campo. E il tempo si fermava. Lo “Zar”, come è stato ribattezzato per la sua straordinaria capacità di dominare l’area di rigore e governare il gioco d’attacco, nei suoi quattro anni a Bari, è diventato il beniamino di tutti i tifosi biancorossi, che ancora oggi non lo hanno dimenticato, dimostrando tutto il loro affetto attraverso diverse manifestazioni: per lui, ad agosto, spuntano sulle strade di Bari giganteschi manifesti che gridano “Igor, Bari ti ama” – si possono trovare anche appesi ai balconi, come nel quartiere Libertà – un murale in via Mazzitelli lo ricorda mentre in rovesciata calcia il pallone nel nuovo di zecca stadio San Nicola, toccando le stelle. Sì, perché Igor Protti, come inneggiava il famosissimo coro da stadio è stato ed è “Uno di noi”. Memorabile il ‘trenino’, famosa esultanza coreografica dopo un gol, a simboleggiare un momento di gioia che univa simbolicamente giocatori e tifosi.
Un amore che non si ferma perché sarà presentato in anteprima assoluta il 27 marzo alle 18 all’AncheCinema di Bari (nell’ambito della 17esima edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival), fuori concorso Concorso nella sezione non competitiva “A Sud”, il documentario “Igor. L’eroe romantico del calcio”, accompagnato dalla presenza del regista Luca Dal Canto. Proiezione che, proprio a sottolinare quella “lunga storia d’amore” che unisce Protti a Bari, è prossima al sold out. Prodotto dall’associazione culturale Bredenkeik, da Luca Dal Canto e Alberto Battocchi, il film sarà distribuito da Piano B Distribuzioni a partire dal 30 marzo in cinema selezionati con una serie di proiezioni speciali che saranno comunicate prossimamente.
“Igor. L’eroe romantico del calcio” vuole sottolineare la carriera trionfale e quasi unica nel panorama calcistico italiano e, allo stesso tempo, l’umanità di un campione che rispecchiava i sogni, le aspettative e il sentimento di rivalsa delle province. Le ricadute socio-culturali di personaggi come Igor Protti hanno segnato 20 anni di calcio nelle periferie, nelle curve e nelle case di tutti gli italiani che amavano il calcio. Riminese, bomber di provincia, Igor Protti è un campione di dedizione e professionalità, l’unico giocatore che è riuscito a vincere quattro volte la classifica capo-cannonieri in tre categorie differenti (in Serie A nel 1995-96, in serie B nel 2002-2003 e in serie C nel 2000-2001 e nel 2001-2002) e che ha fatto parlare di sé per la capacità di farsi amare e ricordare in tutte le piazze calcistiche in cui ha giocato – Bari, Lazio, Messina, Napoli e Livorno. Oltre a ripercorrere la carriera di Protti fino al suo addio al calcio nel 22 maggio 2005, il documentario è arricchito da interventi di grandi campioni e allenatori in voga in quegli anni e vicini alla sua figura – tra cui Giuseppe Signori, Fabio Galante, Sandro Tovalieri, Walter Mazzarri, Cristiano Lucarelli, Giorgio Chiellini, assieme a giornalisti e sociologi – e da filmati di repertorio.
E a rinsaldare ulteriormente Protti a Bari ha pensato il libro “Bari ti amo! Parola di Zar”, scritto dall’ex calciatore biancorosso con la collaborazione del giornalista sportivo barese Michele Salomone. Alla presentazione al Comune di Bari, lo stesso Salomone e il presidente della Regione Antonio Decaro erano visibilmente commossi, quando hanno sentito lo stesso calciatore intervenire in diretta, e ringraziare Bari per l’onda di amore che in questo periodo faticoso per la sua salute, lo fa sentire grato. Negli anni 90 il calcio era diverso. Meno filtri, meno marketing, un periodo d’oro per l’equilibrio tra analogico e digitale. Una vivacità culturale che premiava la spensieratezza e che come cantava un sognante Toto Cutugno, ormai più di trent’anni fa, aveva “la schedina fra le dita” che “può cambiare la tua vita”. Raccontava il sogno semplice degli italiani. Un calcio più ruvido, più romantico. E forse proprio per questo, indimenticabile.




