Jesi, bravata di 3 ragazzini tra gli 11 ed i 13 anni, a scuola con le pistole giocattolo: allarme alle Federico II
JESI – In classe con la pistola giocattolo nello zainetto. Con la canna che spunta fuori, tanto da essere subito notata dagli insegnanti. È successo ieri mattina proprio all’ingresso degli studenti nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Federico II. Dopo i recenti fatti di Bergamo, dove uno studente di 13 anni ha accoltellato l’insegnante, nelle scuole di tutta Italia l’attenzione è ai massimi livelli.
Il caso
Anche in questo caso parliamo di ragazzini dagli 11 ai 13 anni. Plurale d’obbligo, purtroppo, perché gli insegnanti della Federico II hanno sequestrato 3 pistole ad altrettanti studenti (uno straniero, due italiani) che le avevano portate in classe. «Noi le usiamo dopo la scuola», avrebbero farfugliato i tre per giustificarsi con le insegnanti, che comunque hanno dato loro una nota. «È un episodio increscioso per quanto si tratti di pistole giocattolo, ad acqua – spiega il dirigente scolastico professor Massimo Fabrizi – sono molto arrabbiato lo stesso. Hanno fatto una stupidaggine, ma dobbiamo intervenire in un’ottica di prevenzione visto quanto accaduto a Bergamo e considerando l’alto tasso di devianza giovanile che si riflette anche all’interno delle scuole». Il professor Fabrizi è preoccupato. «Questa genialata è di tre studenti, di prima e terza media. Avevano portato le pistole giocattolo nello zaino per spararsi dopo la scuola, ma è comunque un comportamento che non tolleriamo. Sono armi, a vederle esternamente non si capisce che siano giocattolo. Le insegnanti sono state pronte e reattive, se ne sono accorte subito e le hanno sequestrate». Ma l’episodio ha avuto un’eco anche al di fuori dalla classe, perché la scuola ieri ha inviato sul registro elettronico a tutte le famiglie una comunicazione sul «controllo del materiale che il proprio figlio introduce a scuola». «Negli ultimi giorni sono state sequestrate, da parte di tre docenti, 3 pistole giocattolo (ma in qualche caso molto simili alle armi reali) ad altrettanti alunni – si legge nella nota – se dovessero verificarsi altri episodi del genere per cui qualcuno introduce a scuola materiali impropri e non idonei al contesto scolastico, ed in particolare oggetti pericolosi, il sottoscritto provvederà a sporgere formale denuncia presso le competenti autorità», ha concluso il dirigente confidando nella massima collaborazione dei genitori. Solo qualche anno fa uno studente aveva introdotto in classe un coltello in mezzo ai libri. «Ricordo bene, ce l’ho ancora nel cassetto della scrivania – conclude Fabrizi – dobbiamo essere molto attenti e sperare che i genitori esercitino il loro ruolo con severità, anziché difendere sempre i figli quando sbagliano».




