Città di Castello, Scuola: Tar accoglie ricorso del Comune e sospende accorpamento

Il Tar dell’Umbria ha sospeso il dimensionamento scolastico previsto per Città di Castello, accogliendo il ricorso presentato dal Comune. La decisione è stata presa giovedì e riguarda i decreti, adottati dal commissario ad acta, relativi all’organizzazione degli istituti per l’anno scolastico 2026/2027. La sospensiva sarà valida fino all’udienza di merito fissata per il 12 maggio prossimo.
Il provvedimento L’ordinanza della magistratura amministrativa sottolinea che l’intervento del commissario ad acta ha ecceduto i limiti del potere sostitutivo, introducendo scelte diverse da quelle già elaborate dalla Regione e senza un’adeguata istruttoria. Il Tribunale evidenzia inoltre la mancata considerazione delle condizioni concrete del territorio, con particolare riferimento alla situazione del Comune di Città di Castello e alle criticità dell’Istituto Alighieri-Pascoli, che presenta problemi di sovraffollamento e lavori di riqualificazione fermi da più di un anno. Il Tar riconosce anche il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’applicazione immediata dei provvedimenti, sia per l’organizzazione degli spazi scolastici sia per la continuità didattica e la stabilità del personale.
Palazzo Donini La Regione ha accolto positivamente la sospensiva, sottolineando la correttezza delle proprie azioni. L’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli in una nota scrive che l’ordinanza «evidenzia che non vi è stata alcuna inerzia da parte nostra. Le scelte operate a livello nazionale hanno invece introdotto un assetto confuso e non coerente con le reali condizioni del territorio e degli istituti, dimostrando ancora una volta un approccio superficiale nella gestione della vicenda». Barcaioli ha aggiunto che le accuse di inerzia nei confronti della Regione sono «infondate e rappresentano solo propaganda politica finalizzata a scaricare responsabilità». Palazzo Donini attende ora l’esito del ricorso al Presidente della Repubblica per ottenere l’annullamento di tutti i dimensionamenti in Umbria, ribadendo che non intende accettare alcuna modifica imposta «né a Città di Castello né in qualsiasi altro territorio».
I genitori Anche i genitori degli studenti hanno espresso soddisfazione per la decisione del Tar, definendola «una prima, fondamentale vittoria» e sottolineando il valore della partecipazione attiva della comunità. Secondo i rappresentanti delle famiglie, l’ordinanza conferma le criticità segnalate sin dall’inizio, in particolare il sovraffollamento del plesso di via Collodi e l’eccesso di potere del commissario. «La sospensiva conferma la bontà della nostra battaglia», scrivono in un comunicato evidenziando come l’unità e l’impegno consapevole della comunità possano generare un vero processo di cambiamento.
I sindacati Le organizzazioni sindacali regionali Cisl Scuola Umbria, Flc Cgil Umbria e Uil Scuola Umbria hanno rilevato come l’ordinanza valorizzi il principio della programmazione partecipata e condivisa, confermando che ogni riorganizzazione della rete scolastica dovrebbe basarsi su un confronto reale con i territori e su un’analisi concreta delle comunità scolastiche. Le segretarie regionali hanno sottolineato che la sospensiva non impedisce il raggiungimento degli obiettivi di dimensionamento, ma consente una revisione più equilibrata e coerente con il lavoro già svolto a livello regionale, auspicando un modello di governance fondato sulla collaborazione istituzionale e sul rispetto delle specificità locali.
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