Liguria

Cava Cavalletti, preoccupazione sul superamento dei limiti di particolato


Genova. “La situazione degli impianti nell’ex Cava Cavalletti continua a destare forte preoccupazione, anche alla luce dei dati Arpal sulla qualità dell’aria. Si tratta di attività collocate a ridosso delle abitazioni, in un quartiere dove vivono famiglie e bambini, dove la tutela della salute deve restare la priorità. Nell’ultimo mese si sono registrati valori di particolato che meritano attenzione”. A sollevare il tema, il consigliere regionale del Pd, Simone D’Angelo, commentando lo stato della ex Cava Cavalletti in Val Bisagno e chiedendo una commissione regionale.

“Secondo Arpal i valori rientrerebbero nella norma, basata su una media annuale di PM2,5 di 25 microgrammi per metro cubo, ma in alcune giornate si sono toccati picchi fino a 60. L’Organizzazione mondiale della sanità indica 15 come media giornaliera, evidenziando lo scarto tra ciò che la legge considera formalmente “regolare” e ciò che invece la comunità scientifica ritiene sicuro per la salute”.

“Serve mantenere alta l’attenzione – aggiunge – controlli costanti, monitoraggi trasparenti e informazioni chiare. I cittadini della Val Bisagno hanno il diritto di sapere quale aria respirano e che tutte le attività rispettino le norme ambientali. A questo si aggiunge la questione del cantiere dello scolmatore: la struttura commissariale ha siglato accordi con le aziende operanti nell’area della cava per il riuso dei materiali di scavo, con il rischio di aumentare le pressioni ambientali”.

“Il Comune di Genova ha affrontato il tema tramite l’Osservatorio Ambiente e Salute, ma la Regione Liguria ha rifiutato di partecipare, sostenendo che sarebbe una duplicazione della commissione tecnica prevista dalla delibera regionale n. 536/2021, una scelta inaccettabile: la commissione è tecnica, mentre l’Osservatorio è uno spazio pubblico di confronto tra enti, fondamentale per trasparenza e condivisione delle informazioni. Per questi motivi ho chiesto la convocazione urgente di una commissione in Regione per chiarire la situazione della cava, approfondire i dati sul particolato, verificare i controlli e valutare le ricadute delle nuove attività. Su temi che riguardano la salute servono trasparenza, responsabilità e risposte rapide”, conclude.




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