Trentino Alto Adige/Suedtirol

Droni per il soccorso in montagna, svolta per interventi più rapidi – Cronaca



BOLZANO. Localizzare rapidamente le persone e trasportare agevolmente attrezzature in aree difficilmente raggiungibili e alleggerire le squadre del soccorso alpino lungo tracciati complessi: in montagna, dove ogni minuto è ancora più prezioso, i droni possono fare la differenza.

Se ne occupa il progetto Start2 di cooperazione transfrontaliera, co-finanziato dal programma Interreg VI-A Italia–Austria 2021-2027, del quale lead partner è NOI Spa Techpark Südtirol e sono partner Eurac Research, FH Kufstein Tirol Bildungs GmbH, Mavtech srl, fh Kärnten gemeinnützige Gesellschaft mbH, Flyingbasket srl e Cnsas Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi (associati Österreichischer Bergrettungsdienst Land Tirol, Soccorso alpino Alpenverein, Soccorso alpino e speleologico Alto Adige, Österreichische Rote Kreuz, Landesverband Kärnten e Bergwacht Bayern).

E al Noi Techpark di Bolzano sono appena state illustrate le potenzialità di questa tecnologia emerse grazie al progetto e i prossimi passi per portare avanti il soccorso aereo nelle regioni montane.




Sono stati anticipati una simulazione del trasporto di pazienti con un drone cargo di FlyingBasket e un nuovo drone vincolato via cavo sviluppato da MavTech, pensato per garantire una connessione stabile anche in topografie particolarmente impegnative.

Una settantina i partecipanti all’evento conclusivo tra ricercatori, aziende e organizzazioni di soccorso.

«Nei progetti come Start2, il nostro ruolo, in qualità di Noi Techpark, è mettere in rete aziende, istituti di ricerca e utilizzatori, in questo caso le organizzazioni di soccorso alpino, affinché le tecnologie passino più rapidamente ed efficacemente dallo sviluppo all’applicazione», ha dichiarato Vincent Mauroit, direttore della divisione Innovation & Tech Transfer. 

Circa il futuro, è necessario puntare sul rafforzamento della catena di fornitura europea per preservare know-how e tecnologie, proseguire nello sviluppo continuo delle soluzioni nate dal progetto per garantire un volo sicuro in ambienti estremi, creare le condizioni affinché, ove opportuno, le organizzazioni di soccorso possano gradualmente passare a sistemi semi-autonomi a supporto di interventi rapidi e promuovere norme armonizzate per facilitare le operazioni transfrontaliere con droni.

Lo scopo principale del progetto è sviluppare l’impiego di droni semi-autonomi per operazioni di soccorso in ambienti estremi, per aiutare più efficacemente le persone in difficoltà in montagna. Il partenariato intende esplorare e sviluppare il soccorso aereo mediante droni con un approccio orientato all’utente.

Da un lato, l’attenzione si concentra sull’automazione nella pianificazione del volo e nella valutazione del rischio, nonché sull’uso innovativo dei sistemi di sensori.

Dall’altro lato, viene testato il trasporto di materiali e persone con i droni nell’ultimo miglio, su terreni impervi. La novità consiste in un approccio orientato all’utente e attuato attraverso un Living Lab interregionale.




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